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Le nubi alte: cirri, cirrostrati ed altostrati

Vediamo le caratteristiche di questo tipo di nubi

MeteoLive school - 11 Maggio 2007, ore 09.38

Le nubi alte sono formazioni che di norma precedono un fronte caldo, stagliandosi fra i 6 ed i 10 chilometri di quota; date le basse temperature nell’ambiente in cui si generano (comprese fra i –25 ed i –55°C), non possono che essere composte di cristalli di ghiaccio. Questa loro caratteristica, unita al fatto che alle alte quote di solito i venti sono molto più intensi e regolari che non al suolo, non gli permette di raggiungere spessori verticali rilevanti, e quindi non sono in grado di generare precipitazioni, se non in casi particolari che descriveremo più avanti. Fra le nubi alte si distinguono tre formazioni in particolare: -Cirri: sono le nubi che vengono generate alle quote più elevate, fra gli 8 ed i 10 chilometri di quota. Si distinguono per il fatto che spesso sembrano dei “fili” bianchi allineati fra di loro; hanno uno spessore verticale che non supera i 10 metri e di conseguenza se si presentano isolati, osservando il cielo li notiamo appena. Quando è in arrivo il fronte caldo di una perturbazione, i cirri sono i primi a presentarsi nel cielo, e qualche volta, se diventano molto fitti, riescono anche a velare il sole. E’ importante anche il fatto che non possano provocare precipitazioni; infatti ci sono due motivi che giustificano questo “comportamento”: - i cristalli di ghiaccio sono talmente piccoli che anche se cadessero verso il basso per qualche motivo, e quindi ad una certa quota fondessero, evaporerebbero prima di raggiungere il suolo, soprattutto in assenza di moti convettivi di una certa intensità - in presenza di moti convettivi verso l’alto (ad esempio durante i temporali) le correnti sarebbero talmente intense che non permetterebbero ai cristalli di scendere a quote inferiori Passiamo ora agli altri tipi di nube: -Cirrostrati: queste formazioni sono molto curiose in quanto nella maggior parte dei casi non si riescono a vedere ad occhio nudo. Infatti sono talmente fini e poco dense che il sole riesce a filtrare tranquillamente attraverso di esse, senza subire cambiamenti di intensità della propria luce. Ma è proprio grazie al sole che possiamo notare la presenza dei cirrostrati; infatti anche se l’intensità della luce non cambia, i raggi vengono deviati in qualche modo dai cristalli di ghiaccio; in particolare in alcuni punti, il fenomeno della rifrazione della luce è tale da generare una sorta di “anello” bianco attorno al sole. E’ questo alone (così si chiama) a testimoniare la presenza dei cirrostrati -Altostrati: sono le uniche nubi alte in grado di generare una precipitazione debole, ma solo in certi casi. Infatti organizzandosi a quote comprese fra i 6 ed i 7 chilometri di quota, hanno a disposizione temperature meno basse ed aria leggermente più umida rispetto a cirri e cirrostrati; ecco che allora si formano questi “tappeti” di nubi prevalentemente lisce, che gradualmente si ispessiscono con l’avanzare del fronte caldo di una perturbazione. Se la nube raggiunge i 100-150 metri di spessore può provocare delle precipitazioni sotto forma di neve fine o pioggia debole. Addirittura in inverno può capitare che in presenza di queste formazioni, in quota ci sia una nevicata in atto, mentre a fondovalle il tempo rimane asciutto. A cosa è dovuto questo fenomeno? Al fatto che trattandosi di nubi che precedono un fronte caldo, sono generate dallo scorrimento di aria calda ed umida al di sopra di aria relativamente più fredda e secca; ecco che allora il fiocco di neve cadendo verso il basso può rischiare di evaporare prima di arrivare a fondovalle.

Autore : Lorenzo Catania

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