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La staticità degli anticicloni invernali

Durante la stagione fredda le figure bariche persistono per più tempo su uno stesso luogo rispetto alle altre stagioni. Per quale motivo? Scopriamolo insieme

MeteoLive school - 20 Febbraio 2003, ore 11.53

Nel corso della primavera e dell’autunno come sappiamo il tempo cambia continuamente, portando magari a giornate soleggiate e miti seguite da altre piovose, ventose e fredde; durante l’inverno invece le fasi di maltempo o quelle di stabilità assoluta si protraggono spesso per giorni, o addirittura settimane. Per quale motivo assistiamo a questi differenti comportamenti dell’atmosfera nel corso dell’anno? Tutto è legato alla circolazione generale delle masse d’aria alle quote comprese fra il suolo ed il limite inferiore della tropopausa (posto fra gli 8 ed i 14 km di altezza a seconda della stagione); infatti durante la primavera e l’autunno le regioni polari subiscono un brusco cambiamento delle condizioni climatiche su tutta la fascia atmosferica citata, con un passaggio dal gelo più assoluto a situazioni con temperature gradevoli, o viceversa. I Tropici al contrario sono comunque sottoposti ad un regime anticiclonico con temperature miti in inverno o addirittura torride nei restanti mesi dell’anno; ecco che allora si generano contrasti termici fra basse ed alte latitudini, meno accentuati in estate ed inverno. Ma se questi contrasti termici risultano estremamente intensi, con quali meccanismi vengono “addolciti” dalla Natura? Attraverso le irruzioni di aria fredda dalla regione polare verso sud e di aria calda dalla fascia tropicale verso nord; in termini di configurazioni bariche questi movimenti si traducono nella formazione di anticicloni e depressioni molto inquieti ed in rapida estensione lungo i meridiani. In inverno invece la differenza di temperatura fra le varie latitudini, come già accennato, è minore e quindi la posizione delle figure bariche risulta molto più stabile; in questo modo si spiega la maggior pigrezza degli anticicloni dinamici invernali. In modo indiretto anche la persistenza degli anticicloni termici è riconducibile a tale meccanismo; infatti a causa dell’insistenza delle figure bariche dinamiche nella stessa posizione per un lungo periodo, alcune zone europee ed asiatiche con clima continentale si trovano per molto tempo con stabilità assoluta ed assenza di vento; di conseguenza in queste zone l’aria tende gradualmente a raffreddarsi negli strati bassi dell’atmosfera, dando appunto luogo alla formazione di queste strutture particolari.

Autore : Lorenzo Catania

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