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La relazione che intercorre fra la pressione ed il vento

Quali sono i reali collegamenti fra i due parametri meteorologici?

MeteoLive school - 28 Ottobre 2002, ore 11.08

Quando si osserva una carta sulla quale è rappresentata la distribuzione della pressione, si riescono a distinguere facilmente gli anticicloni e le depressioni; queste figure spesso presentano isobare molto ravvicinate fra di loro, sintomo in media di vento molto forte. Per quale motivo si può fare questa affermazione? Perché l’intensità del vento è legata strettamente alla differenza di pressione fra due punti vicini tra loro: più tale differenza è elevata (ossia più le isobare sono “fitte”) più il vento sarà forte. Infatti la regola fisica che entra in gioco è la seguente: “la differenza orizzontale di pressione fra due punti ad una stessa quota dà origine alle forze che generano il movimento delle masse d’aria”. Se agisse solamente questa forza, ogni singolo “volumetto” di aria si sposterebbe perpendicolarmente alle isobare, per convergere direttamente verso il centro di una depressione; invece sappiamo che generalmente i venti scorrono quasi parallelamente alle isobare. Ciò significa che ci sono altre azioni dirette sulla massa d’aria considerata; in particolare, le forze che provocano un effetto tangibile su di essa sono due: - la Forza di Coriolis, che è dovuta alla rotazione terrestre e nell’emisfero nord devia il vento verso “destra” rispetto alla sua direzione di partenza - la forza di attrito con il suolo e con gli altri strati dell’atmosfera, che agisce soprattutto alle basse quote nel verso opposto a quello dello spostamento della massa d’aria considerata la composizione fra queste tre forze crea una risultante che in media forma un angolo di soli 15 gradi con le isobare (vedi disegno). Visto quello che abbiamo detto verrebbe da pensare che con isobare molto più vicine, dato che la differenza di pressione è molto più accentuata, il vento dovrebbe convergere più velocemente verso il centro della depressione; invece accade proprio il contrario: con isobare molto fitte il vento scorre pressoché parallelo ad esse. Come mai? Cerchiamo di analizzare l’azione delle singole forze: la forza dovuta alla differenza di pressione cresce di un certo fattore, dando maggiore velocità alla massa d’aria in esame; la forza di attrito cresce in maniera proporzionale alla velocità, quindi l’effetto totale di queste due azioni non è tangibile; rimane però da considerare la Forza di Coriolis, che è proporzionale al quadrato della velocità (in pratica se la massa d’aria passa raddoppia la sua velocità, la Forza di Coriolis diventa quattro volte quella iniziale!). Ecco spiegato il motivo della tendenza del vento a disporsi parallelo alle isobare; sempre con questo schema possiamo spiegare la maggiore velocità dell’aria alle alte quote ( c’è sicuramente una forza di attrito minore che non nei bassi strati). I moti verticali dell’aria, responsabili spesso della formazione di anticicloni dinamici, o in situazioni opposte, di figure temporalesche estese, non sono invece direttamente collegabili ad una differenza di pressione fra due punti a quote diverse, bensì a parametri legati alla differenza di temperatura e di umidità fra questi.

Autore : Lorenzo Catania

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