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La depressione sul Golfo Ligure

Scopriamo il perché della formazione di questa figura perturbata che determina spesso diffuso maltempo su buona parte della nostra Penisola, specie al centro-nord.

MeteoLive school - 27 Dicembre 2003, ore 09.02

Avete mai osservato il comportamento delle perturbazioni atlantiche in avvicinamento al nostro Paese? Sicuramente sì, magari con l’ausilio di una moviola satellitare che, fotogramma dopo fotogramma, ci consente di apprezzare per intero il moto delle nubi. Forse, però, non avete mai notato che un fronte perturbato avanzi spedito dall’Atlantico verso l’Europa occidentale, mentre una volta arrivato in corrispondenza del nostro Paese tende a rallentare, accennando quasi un invorticamento. La nostra Penisola, a differenza delle altre nazioni dell’Europa, presenta un’orografia molto complessa e un mare sempre piuttosto caldo, pronto a fornire nuova energia per eventuali fenomeni. Ecco, allora, che le perturbazioni atlantiche, molto spesso, perdono la loro “atlanticità” entrando nel nostro mare, divenendo quasi completamente “mediterranee”. La depressione del Golfo di Genova è proprio una prova evidente del contributo che il Mediterraneo offre ai fronti perturbati in ingresso sulla nostra Penisola. Le condizioni che consentono la sua formazione sono sostanzialmente due. La prima vede un fronte in discesa dal nord Europa, seguito da aria più fredda che si dirige verso la catena alpina. Questo provoca un aumento della pressione su tutti i versanti transalpini e una relativa depressione sottovento che si forma inizialmente sul Piemonte. Questa, in un secondo tempo, viene trascinata verso sud in direzione del Golfo Ligure dove può sostare più a lungo. In questo caso le piogge sono di breve durata e un miglioramento del tempo non si farà attendere, non appena le correnti settentrionali saranno in grado di spazzare via la suddetta depressione determinando l’insorgenza del Foehn. La seconda condizione vede l’arrivo di una massa di aria fredda attraverso la Valle del Rodano, preceduta da un fronte perturbato in movimento da W verso E o da NW verso SE. In questo caso si determinano contrasti accesi a causa dell’impatto dell'aria fredda con le calde acque del mare. L’aria fredda, essendo più pesante, “sbatte” letteralmente in quota l’aria caldo-umida di origine marittima determinando un moto elicoidale rotatorio, che costruisce i sistemi nuvolosi. Il perno della depressione si muove dalla costa Azzurra in direzione del Golfo Ligure, dove determina un intenso richiamo di correnti fredde da NE che contribuiscono ad alimentarlo ulteriormente. Fintanto che le correnti occidentali non troveranno la forza di farlo muovere, il minimo rimarrà bloccato sul posto, determinando condizioni di marcato maltempo e in inverno copiose nevicate.

Autore : Paolo Bonino

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