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La coalescenza

Cerchiamo di capire questo meccanismo di genesi della pioggia.

MeteoLive school - 18 Ottobre 2001, ore 09.46

Nei caldi pomeriggi estivi, vi sarà sicuramente capitato di osservare nubi imponenti a ridosso delle zone montuose. Nonostante abbiano una base molto scura e minacciosa, la pioggia al di sotto non cade. Osservando, però, l'evoluzione di tali nubi si può notare che, ad un certo punto, la loro sommità si espande verso l'esterno e assume una classica forma ad incudine. A quel punto la pioggia comincia a cadere, come se fosse venuta meno una forza che prima la sosteneva. Queste continue osservazioni hanno in parte risolto il problema della genesi della pioggia e della neve, ovvero quando una nube si spinge con la sua sommità a quote molto elevate, questa si congela, dando origine a cristalli di ghiaccio che collidendo tra loro formano fiocchi di neve. Se la temperatura al suolo è elevata, questi fondono e danno origine alle gocce di pioggia. Fu quindi spiegata la creazione delle gocce di pioggia non con una semplice condensazione (che avrebbe dato luogo al massimo ad una pioviggine), ma con la fusione dei fiocchi di neve creatisi in quota per la collisione dei cristalli di ghiaccio. Tuttavia altre osservazioni condotte in prossimità degli oceani, mettevano in evidenza che, in alcuni casi, la pioggia poteva cadere copiosa anche senza bisogno del ghiaccio. In molte isole del Pacifico forti acquazzoni potevano scendere da nubi poco sviluppate e con la loro sommità non congelata. Questo fu un dilemma che fece penare non poco i meteorologi. Poi fu introdotto il concetto di "coalescenza". Si tratta, in sostanza, di una precipitazione liquida che si manifesta ogni qualvolta in una zona siano presenti nell'atmosfera "nuclei di condensazione giganti". Si tratta di particelle solide che fungono da collante per le goccioline delle nubi; dove questi sono presenti in misura maggiore molte più goccioline collideranno e daranno luogo alla pioggia. Tipici nuclei di condensazioni giganti sono quelli di sale marino. Queste particelle, formate in prevalenza da sodio in sospensione, creano i presupposti per la collisione tra le goccioline delle nubi e conseguenti piogge. E' logico che tali nuclei di condensazione siano presenti in vicinanza dei mari e degli oceani e ciò spiega la genesi in questi luoghi di rovesci da nubi poco sviluppate. Anche in Italia vi sono zone costiere dove questi tipi di rovesci si manifestano. Fanno spicco i casi della Liguria, Campania, Calabria tirrenica e della Sicilia settentrionale. In queste zone, a volte, vi sono rovesci anche forti che non vengono visualizzati dall'occhio del satellite Meteosat perchè prodotti da nubi basse e poco fredde. Altri nuclei di condenzazione giganti sono quelli prodotti dai fumi delle acciaierie e dagli impianti di riscaldamento. Ecco perchè è relativamente più facile che un acquazzone si abbatta su una grande città, piuttosto che in aperta campagna.

Autore : Paolo Bonino

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