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Il trionfo delle nubi medio-alte sull'Italia

Nel corso dei prossimi giorni assisteremo al passaggio di cirri, cirrostrati e cirrucumuli sulle nostre regioni. Cosa c'è alla base di questi transiti nuvolosi sul nostro Paese?

MeteoLive school - 22 Maggio 2009, ore 11.54

"Che cielo lattiginoso! Non si capisce se sia coperto o se si tratti solo di foschia, in quanto il sole si vede come dietro ad un vetro smerigliato". Quante volte ci siamo imbattuti in cieli "ne carne ne pesce", con nubi amorfe e poco definite? Sicuramente molte, specie nel periodo tardo primaverile ed estivo. Alla maestosità e bellezza dei cumuli sulle nostre montagne spesso si affianca questo tipo di nube, che viene definita dall'osservatore semplicemente come "velatura". Se le velature sono leggere ed il sole riesce ancora a proiettare distintamente le ombre siamo in presenza di un banco di cirri. Queste nubi viaggiano a circa 10.000 metri di altezza. Se invece le velature risultano spesse, tanto da far apparire il sole come una palla bianca, siamo in presenza di cirrostrati, altostrati o cirrocumuli. Queste nubi sono in genere più basse dei cirri e si collocano tra i 5000 e gli 8000 metri. Cirri, cirrostrati, cirrocumuli ed altostrati si formano ogni volta che una massa d'aria caldo-umida viene portata alle quote superiori, per esempio da un anticiclone di matrice africana. Sul bordo settentrionale dell'anticiclone si manifestano spesso infiltrazioni di aria umida atlantica. L'umidità in questione viene portata a quote molto elevate. Tramite il fenomeno della SUBLIMAZIONE (ovvero il passaggio diretto da AERIFORME a SOLIDO, saltando il liquido), l'umidità si trasforma in una miriade di cristalli di ghiaccio che offuscano il sole senza occultarlo completamente. In pratica le comuni velature sono formate da tanti piccoli cristalli di ghiaccio che possono estendersi anche per chilometri. Il cielo, quindi, prende un colore biancastro uniforme. Alle velature possono essere associati anche altocumuli castellani. In questo caso, però, l'aria deve essere in parte instabile e consetire quel minimo di convezione necessaria alla formazione degli altocumuli. Gli altocumuli castellani sono formati da goccioline di acqua, in quanto la loro altezza (stimata sui 3500-4000 metri) in genere non è sufficiente a garantire temperature così basse da consentire il passaggio diretto "umidità-cristalli di ghiaccio". Tali nubi, perciò, hanno ombre proprie, con il sole che può essere occultato completamente. Possono presentare anche delle virga alla loro base che testimoniano la presenza di precipitazioni che spesso non raggiungono il suolo.

Autore : Paolo Bonino

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