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I cicloni extra-tropicali

Un ciclone sull'Italia? Andiamoci piano

MeteoLive school - 8 Novembre 2000, ore 13.30

Si parla tanto di cicloni anche per l’Europa e l’Italia. C’è troppa frenesia e molta disinformazione in queste uscite allarmistiche, che sembrano più che altro sparate giornalistiche per far aumentare l’audience. C’è una sola parola usata correttamente in questo contesto, ed è “ciclone”. In effetti fronti freddi e caldi che transitano alle nostre latitudini possono essere associati a centri di bassa pressione, detti cicloni extra-tropicali, per distinguerli da quelli tropicali. Non sono tuttavia in grado di raggiungere la potenza e la forza d’urto di questi ultimi, limitandosi ai danni che abbiamo avuto modo di constatare in questi giorni sull’Europa. Questo quindi non significa che il loro grado di pericolosità sia trascurabile. I cicloni si originano lungo un fronte che separa masse d’aria con densità differenti che si muovono parallelamente al fronte, ma in direzioni opposte. Nel modello classico, riferito al nostro emisfero, a nord del fronte si troverebbe aria polare continentale, mentre a sud di esso si troverebbe aria tropicale marittima, associata ai venti occidentali. A contatto tra questi due flussi, aventi direzione opposta, si innesca un movimento di rotazione anti-orario, ciclonico. Il punto in cui, lungo il fronte, si è formata una piccola onda, è una zona di minor resistenza del fronte e l’aria calda la invade estendendosi verso il polo, mentre l’aria fredda circostante si muove verso l’equatore. Questo cambiamento provoca un “riaggiustamento” del campo di pressioni, che si modifica fino a dare origine a isobare quasi circolari, con un centro di bassa pressione coincidente con l’apice dell’onda. La formazione del centro di bassa pressione asseconda l’afflusso d’aria verso il centro (convergenza) e provoca un sollevamento verticale. L’aria del settore più caldo si muove da SW verso l’aria fredda, che spira invece da SE. Il fronte freddo avanza più velocemente di quello caldo e quando lo raggiunge provoca la cosiddetta occlusione. L’aria che al suolo alimenta un ciclone nasce in genere come aria che fluisce da un anticiclone. Pertanto anticiclone e ciclone sono strettamente legati. L’anticiclone subisce una convergenza in quota ma una divergenza al suolo. Il ciclone subisce una convergenza al suolo ed una divergenza in quota. L’anticiclone si muove sempre verso un centro di bassa pressione. La figura perturbata composta da fronte caldo, freddo e dall’occlusione, dà origine ad una figura simile ad una y rovesciata. I cicloni extra-tropicali, hanno origine al di fuori delle nostre regioni, in genere lungo l’Atlantico settentrionale, ma non sono infrequenti le depressioni sul Golfo Ligure. Singolare la piccola zona di sereno che in questi casi può formarsi sul mare a pochi km da Genova, (è il classico “occhio”).

Autore : Redazione MeteoLive®

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