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Focus temporali: perchè c'è una temporanea stabilizzazione in mattinata?

Durante le fasi instabili che caratterizzano il periodo caldo (dalla fine della primavera all'inizio dell'autunno) il tempo atmosferico presenta spesso un temporaneo "stop" dei fenomeni temporaleschi durante la mattinata. Si tratta di un comportamento ricorrente che è possibile osservare in atmosfera soprattutto durante l'estate nelle zone interne pianeggianti o montuose lontane dal mare. Da cosa è dovuto?

MeteoLive school - 26 Agosto 2013, ore 18.00

Nelle dinamiche instabili tipicamente estive, l'attivazione di rovesci e temporali è legata non solo alla presenza di aria fredda o fresca alle quote superiori, ma anche alla presenza di una attiva azione di surriscaldamento della superficie terrestre ad opera dei raggi solari. Il surriscaldamento del suolo determina infatti un aumento della temperatura dell'aria nei bassi strati (200-300 metri) andando così a creare un profilo termico che agevola l'innesco dei moti convettivi in atmosfera. A loro volta questi moti convettivi rappresentano il punto di partenza per la formazione dei famigerati cumulonembi, nubi a grande sviluppo verticale responsabili dei fenomeni atmosferici più intensi e distruttivi sfornati dalla bassa atmosfera terrestre.

Il surriscaldamento dell'aria negli strati prossimi al suolo può così contrapporsi all'aria assai più fresca che durante l'estate può affluire alle quote superiori convogliata dal transito di un sistema frontale. L'aria fresca o fredda, risultando più densa rispetto a quella calda, tende così a riversarsi verso il suolo, l'aria più calda essendo più leggera, tende invece a salire sfruttando un particolare fenomeno della fisica denominato "spinta di galleggiamento". Abbiamo a che fare con una spinta per inerzia, provocata dalla presenza di aria calda (leggera) immersa dentro un ambiente termicamente più freddo. A seconda del grado di instabilità presente, questo processo può portare alla formazione di addensamenti cumuliformi di estensione verticale ridotta (poca instabilità) sino ai grandi cumulonembi. (condizioni di forte instabilità)

Durante le ore notturne venendo meno l'irraggiamento solare, la presenza di un suolo pianeggiante o montuoso consente una rapida dispersione del calore accumulato durante il giorno. La dispersione del calore si riflette anche sulla temperatura dell'aria a stretto contatto con il suolo, determinando così la formazione di una inversione termica, cioè di una porzione di atmosfera dove la temperatura tende a salire con la quota invece di andare in contro ad un normale processo di raffreddamento.

Nelle dinamiche temporalesche la presenza di questo tipo di inversioni termiche al livello del suolo non rappresenta un buon deterrente per la formazione di nubi a sviluppo verticale. La presenza di una inversione termica AL SUOLO determina un vero e proprio "stop" ai processi convettivi, bloccandone alla radice lo sviluppo e la formazione. Nelle zone interne pianeggianti o montuose, questo particolare profilo atmosferico viene a crearsi con grande facilità proprio durante le ore notturne e mattutine, creando una condizione di "apparente" stabilità atmosferica che viene prontamente interrotta sotto l'azione dei primi raggi solari che dissolvono l'inversione nel giro di poche ore.


Autore : William Demasi

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