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Ecco perché il nord Italia è rimasto sempre a secco

Cerchiamo di capire perché questo autunno e questa prima parte dell’inverno siano stati così avari di precipitazioni per il nord Italia e alcune zone del centro.

MeteoLive school - 15 Gennaio 2002, ore 15.03

La cartina in questione mostra l’andamento delle correnti aeree a 5.000 metri di altezza. Appare ben evidente una sorta di “gobba” che tali correnti descrivono prima di raggiungere la nostra Penisola. Bene, la colpa della siccità che sta affliggendo in nord Italia è in gran parte sua, anche se poi altri fattori hanno complicato il tutto. Se analizziamo l’asse del getto colorato in nero ( e per asse del getto si intende il nastro trasportatore di tutte le perturbazioni), si può notare come esso parta quasi rettilineo dall’aperto Atlantico. Arrivato in prossimità delle coste occidentali europee è costretto a deviare prima verso nord e poi verso sud. Così facendo tutti i fronti che dovrebbero entrare da ovest, subiscono un’ondulazione, presentandosi sulle nostre regioni con correnti da nord. In questo modo il settentrione d’Italia non ha nessuna possibilità di vedere piogge o nevicate: tutta l’umidità residua si condensa a nord dell’arco alpino facendo nevicare sulla Svizzera e sull’Austria, lasciando i versanti sud totalmente a secco. Quando a questa situazione si affianca una depressione in prossimità della Grecia allora il tutto risulta molto persistente e di difficile rimozione. Tutte le perturbazioni vengono “catturate” da questa depressione che determina rinnovate condizioni di maltempo sul sud Italia e sul Mediterraneo orientale in genere. Si spiegano così le abbondanti nevicate che stanno interessando l’Appennino centro-meridionale e quelle che hanno flagellato per molti giorni la Grecia. Questa sorta di “gobba” che ondula le correnti è dovuta ad un’espansione anormale dell’anticiclone delle Azzorre, da mettere in stretto rapporto con la posizione troppo a nord del vortice polare. L’eccessiva profondità di tale vortice determina la “fuoriuscita” dell’anticiclone dalla sua normale posizione, con conseguenti anomalie riscontrabili soprattutto nel campo delle precipitazioni. Abbiamo segnato in rosso come dovrebbe essere orientato l’asse del getto per consentire l’ingresso delle perturbazioni sul nord Italia. L’area tratteggiata evidenzia il “surplus” pressorio in prossimità della Francia. Il nord Italia avrà occasione di rivedere la pioggia o la neve solo quando questa eccedenza pressoria verrà appianata, consentendo l’ingresso dei fronti perturbati da ovest.

Autore : Paolo Bonino

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