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Cos'è il punto anfidromico?

Importanti nozioni sulle maree.

MeteoLive school - 31 Maggio 2011, ore 10.42

L’oscillazione quotidiana delle masse d’acqua marine sotto l’influenza della forza gravitazionale del sistema Terra-Luna-Sole viene definita marea. Essa determina variazioni in altezza dei livelli della massa d’acqua in mare aperto, sulle coste e sui tratti terminali del corso dei fiumi.

La forza con cui si manifestano le variazioni di livello marino dovute all’influenza della marea varia nel tempo, in funzione della vicinanza, passaggio, inclinazione dell’orbita della Luna e del Sole rispetto l’asse terrestre, e nello spazio, in funzione di caratteristiche morfologiche, quali la profondità dei fondali, forma della costa, superficie della massa d’acqua.

Le maree nel Mar Mediterraneo hanno una frequenza di 12 ore circa, legata al passaggio della Luna. La marea viene influenzata in maniera diversa nel corso del mese a seconda delle fasi lunari: durante la fase di luna piena o luna nuova, durante la quale la Luna è in opposizione o in congiunzione col Sole, si osserva la massima esaltazione della marea (marea di sigizia). Al contrario, quando la Luna è in quadratura col Sole la marea è meno esaltata (marea di quadratura).

All’interno del bacino del Mediterraneo le escursioni del livello della marea raggiungono un’altezza massima di un metro circa nell’Adriatico settentrionale (maree microtidali). Sulle coste del Canale della Manica l’escursione della marea può raggiungere i 10 metri circa (maree macrotidali).

La marea viene inoltre influenzata da altri fattori, di tipo meteorologico, che possono perturbarne pesantemente il comportamento: tra questi, i più rilevanti sono le variazioni di pressione e il vento. In particolare, a bassi valori di pressione corrispondono valori più elevati del livello marino. L’effetto del vento è più complesso e dipende essenzialmente dal bacino su cui insiste, sulla sua forza e direzione e sulla sua durata. In questo caso, alla marea astronomica, determinata dalle sole componenti astrali, va a sommarsi algebricamente anche il contributo meteorologico, definito sovralzo.

Il bacino dell’Adriatico, dalla forma stretta e allungata, può considerarsi semichiuso. Tale conformazione, congiuntamente alla presenza di bassi fondali, favorisce la massima esaltazione della marea nella sua parte settentrionale e, in particolare, nel Golfo di Venezia.

La propagazione dell’onda di marea in Adriatico avviene attorno ad un punto anfidromico situato a metà tra Ancona e Zara, sulla costa croata e tocca in senso antiorario le coste croata, slovena e italiana.

In un bacino così caratterizzato i venti che sono in grado di perturbare più significativamente i livelli marini nell’Adriatico settentrionale sono lo Scirocco (proveniente dai settori di SE) e la Bora (proveniente dai settori di NE).

Al suo interno si sviluppano inoltre libere oscillazioni – le sesse – che rappresentano la risposta del mare ad un cambiamento rapido delle forzanti meteorologiche (vento, pressione). Ad un calare improvviso dell’intensità del vento, ad esempio, si generano delle oscillazioni periodiche che tendono a riportare l’equilibrio idrostatico. Le principali sesse dell’Adriatico hanno un periodo rispettivamente di 21 ore e 11 ore circa.


Autore : A cura di www.ispravenezia.it

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