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Come prevedere se il Favonio metterà il "naso" in casa nostra?

L'arrivo del Favonio è preannunciato da alcuni sintomi ben precisi. Andiamo ad analizzarli per essere in grado di prevedere l'avvento di questo spettacolare fenomeno

MeteoLive school - 9 Marzo 2009, ore 11.19

Spesso nelle grigie brume invernali della pianura Padana l'irruzione del Favonio assume caratteristiche spettacolari, dipingendo improvvisamente i cieli di un blu quasi irreale e portando fin nei centri urbani soffocati dal traffico il resinoso profumo dei boschi alpini. Il fenomeno si verifica molte volte in modo assai repentino tuttavia la sua previsione non è difficile grazie ai sentori caratteristici che ci avvertono della sua presenza imminente e che ora andremo ad analizzare. Per comprendere meglio questi segnali precursori dobbiamo anzitutto porre due condizioni inprescindibili, necessarie allo sviluppo del fenonemo: 1) Una catena montuosa. 2) Un flusso di correnti costretto a scavalcare perpendicolarmente tale barriera. Poste tali premesse andiamo ad analizzare cosa accade quando questo vento si origina lungo l'arco alpino. La letteratura meteorologica contempla in particolare due casi principali, salvo il fatto che si possono verificare numerose altre circostanze secondarie in dipendenza delle numerose traiettorie possibili impostate dai flussi incidenti la barriera montuosa. Il primo caso prevede un marcato flusso di correnti provenienti da nord. Il vento (normalmente si tratta del maestrale) giunto in prossimità dei versanti settentrionali delle Alpi, vi si appoggia determinando un accumulo di aria che induce al veloce aumento della pressione atmosferica in loco. Nonostante questo il tempo su quel versante delle Alpi si presenta perturbato a causa dell'effetto sbarramento che ne deriva e che costringe l'aria a risalire i pendii montuosi producendo nubi, piogge e/o nevicate. Sul versante opposto nel nostro esempio quello padano, si verifica una sorta di effetto risucchio che induce la pressione atmosferica ad una rapida e vistosa discesa, fintanto che la massa d'aria accumulata al di là delle creste, non inizia a traboccare stramazzando di colpo lungo i declivi divenendo calda e secca per compressione (compressione dovuta alla discesa forzata dalle alte quote verso pressioni maggiori). Ora se andiamo ad analizzare la situazione descritta su una carta delle isobare al livello del mare, notiamo un'evidente ansa di alta pressione che si protende da ovest verso est a nord delle Alpi e un vistoso minimo sulla pianura Padana. Questa configurazione è nota come "naso del Favonio" e permette ai meteorologi di prevedere l'avvento del fenomeno. Il secondo caso prevede la situazione inversa con un marcato flusso di correnti meridionali che tende ad impattare le Alpi da sud. Il vento (normalmente si tratta dello scirocco) è costretto a sollevarsi lungo il versante sud-alpino determinando un aumento della pressione sulla pianura Padana dove si accumula una notevole quantità di aria. L'effetto sbarramento spinge quest'aria a risalire i pendii montuosi provocando la formazione di nubi e piogge che in questo caso, possono essere molto abbondanti in quanto cariche dell'umidità prelevata dal mare. Sul versante opposto la pressione invece è già calata e nella nostra carta di analisi al livello del mare le isobare disegneranno un bel "naso" favonico proteso da est verso ovest sulla pianura Padana unitamente ad un evidente minimo a nord elle Alpi. La differenza di pressione si annullerà gradualmente man mano che lo scirocco traboccherà dalle creste stramazzando verso le pianure svizzere e austriache dove, tra l'altro, giungerà come vento estremamente caldo. In conclusione il meccanismo è semplice e intuitivo: carta della pressione al livello dal mare alla mano possiamo prevedere Favonio a sud delle Alpi quando le isobare disegnano il tipico "naso" proteso da ovest verso est sul versante nord-alpino, viceversa potremo prevedere Favonio a nord delle Alpi (dunque sbarramento con piogge sulle nostre regioni settentrionali) quando le isobare entrano con loro "naso" da est verso ovest sulla pianura Padana.

Autore : Luca Angelini

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