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Come cambia la circolazione generale fra inverno ed estate?

Durante la bella stagione le figure bariche principali si fanno più deboli, ma il loro ruolo rimane determinante per la previsione del tempo, si in Europa che sull'Atlantico.

MeteoLive school - 31 Maggio 2004, ore 11.49

Spesso ci vedete scrivere qualcosa a riguardo di anticiclone delle Azzorre, depressione d'Islanda, anticiclone Russo-Siberiano, anticiclone africano e quant'altro, ma difficilmente la trattazione della circolazione atmosferica si fa più ampia, fino a comprendere un intero emisfero; questo sia perché molte volte è sufficiente descrivere la situazione meteorologica restringendo la visuale a poche migliaia di chilometri di distanza dalla nostra Penisola, sia perché ampliando ulteriormente lo sguardo l'argomentazione diverrebbe troppo pesante e difficile da "digerire". Tuttavia è anche utile cercare di capire cosa può cambiare nel passaggio di una stagione all'altra riguardo la posizione, la potenza ed i movimenti delle principali figure bariche che normalmente intervengono sullo scacchiere europeo. Basta allora cominciare con il pensare che durante l'estate nella fascia tropicale le temperature salgono notevolmente a tutte le quote, raggiungendo con facilità i 40°C al suolo, mentre al Polo il sole (sempre presente durante la giornata) riesce a portare la colonnina di mercurio fino a 15°C negli strati atmosferici più bassi, favorendo un rapido indebolimento del Vortice Polare. Al contrario in inverno a nord del Circolo Polare Artico cala il buio, e la temperatura crolla fino a -40, -50°C, mentre fra i Tropici e l'Equatore i valori non scendono normalmente al di sotto dei 20-25°C; questo significa che fra dicembre e marzo la differenza di temperatura fra l'Equatore ed il Polo è molto più marcata che non in estate, e di conseguenza anche i meccanismi di scambio del calore fra le varie latitudini si fanno più vivaci. In cosa si concretizzano questi meccanismi di scambio? Nelle correnti a getto, con il ramo subtropicale e quello polare, che con le loro ondulazioni permettono il movimento di aria calda verso nord, ed aria fredda verso sud; ma le loro manovre portano anche alla nascita delle depressioni e degli anticicloni dinamici. Vediamo allora in breve qual è la posizione delle figure bariche principali nelle due stagioni "principe" dell'anno: INVERNO: L'anticiclone delle Azzorre si staglia nel bel mezzo dell'Atlantico, a latitudini comprese fra i 25 ed i 35°C nord; ogni tanto (2-3 volte al mese) si spinge verso l'Artico, gonfiandosi e raggiungendo valori di pressione fino a 1040 hPa. L'anticiclone africano rimane nel cuore del Continente Nero, e difficilmente raggiunge il Mediterraneo; se lo fa, sull'Italia si riscontra un tipo di tempo relativamente mite e soleggiato in montagna, nebbioso o nuvoloso in pianura e sulle coste. L'anticiclone Russo-Siberiano raggiunge il massimo della sua potenza, e nelle sue incursioni verso l'Europa può portare improvvise e violente ondate di freddo. La depressione d'Islanda, alimentata da un Vortice Polare in piena attività, raggiunge estensioni di diversi milioni di chilometri quadrati, e pressioni fino a 940-950 hPa; si hanno quindi forti tempeste di vento in Atlantico e piogge intermittenti in Europa. ESTATE: In generale, visto anche quanto spiegato nel cuore dell'articolo, le figure bariche appaiono più deboli rispetto alla stagione invernale, ma la loro posizione rimane comunque determinante. L'anticiclone delle Azzorre si distende dall'Atlantico verso il Mediterraneo occidentale, coinvolgendo anche buona parte dell'Italia, con pressioni che raramente superano i 1020 hPa; tempo buono e stabile regnano sulle Regioni coinvolte. L'anticiclone africano risale verso nord, e (normalmente) ogni 3-4 settimane in media tenta un'incursione sull'Italia, dando man forte al suo collega atlantico e portando intense ondate di caldo afoso. La depressione d'Islanda si indebolisce notevolmente, e spesso il suo centro motore non scende al di sotto dei 1000 hPa; tuttavia le sue poche incursioni verso il Mediterraneo lasciano il segno, portando temporali di forte intensità e brevi periodi di frescura o mitezza. Infine l'anticiclone Russo-Siberiano scompare del tutto, a causa della sua natura termica; al suo posto si genera una estesa depressione, responsabile in gran parte delle piogge monsoniche che poi investono l'Asia meridionale.

Autore : Lorenzo Catania

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