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Anticicloni un po’ “ambigui”

Esistono delle figure di alta pressione che nascono per cause termiche, ma che osservate dopo qualche giorno presentano anche una struttura in quota evidente. Perché accade questo? Che differenza c’è con gli anticicloni dinamici?

MeteoLive school - 7 Ottobre 2002, ore 12.08

Molto spesso sulle pianure continentali o a latitudini artiche, durante la stagione fredda si generano strutture anticicloniche di natura termica (come l’anticiclone Russo-Siberiano), ossia presenti alle basse quote; al contrario, dai 3000 metri in sù è spesso presente una depressione e quindi il tempo è relativamente brutto. Questi anticicloni se mantenuti attivi da una costante discesa di aria fredda sul loro fianco meridionale ed orientale, dopo alcune ore presentano anche una effimera struttura in quota, che non raggiunge i livelli riscontrati negli anticicloni dinamici, ma che in un certo modo risulta interessante da studiare. La nascita di questa struttura è dovuta in sostanza al fatto che quando un anticiclone termico è in piena forma e presenta isobare molto strette, riesce a convogliare aria fredda da est fino al suo bordo occidentale, facendole compiere una rotazione oraria molto marcata. Questa spinta alle basse quote genera una risposta altrettanto forte sul bordo occidentale dell’anticiclone, che si concretizza con l’attivazione di potenti flussi di aria calda che dalle latitudini inferiori si spostano verso nord. Adesso basta ricordare la definizione di geopotenziale, come quella grandezza che misura il “lavoro” (che inteso come grandezza fisica è dato dal prodotto “forza x spostamento”) prodotto dalle forze che spingono verso l’alto l’aria, per vincere la gravità. In parole povere a parità di spinta verticale, più l’aria “in media” è calda (più leggera), maggiore sarà lo spostamento verso l’alto e di conseguenza il geopotenziale. Ecco allora spiegato il perché della formazione frequente di una struttura in quota anche nel caso di anticicloni termici. Quindi nel caso di anticicloni dinamici, la compressione dell’aria dalle alte quote verso il basso genera dapprima una robusta struttura in quota e poi, mano a mano, sempre più in basso; per quanto riguarda gli anticicloni termici spesso, non sempre, la risposta più calda che essi generano ad ovest del massimo alle basse quote, provoca dopo alcune ore la nascita di una struttura alle quote medio-alte. In definitiva le differenze sostanziali che sono riscontrabili nelle carte meteorologiche disponibili, fra anticicloni dinamici e termici con struttura anche in quota, sono tre: i tempi di formazione dei massimi in quota ed al suolo, che sono invertiti nei due casi, la loro potenza e la loro posizione alle varie quote. Negli anticicloni che nascono come termici, infatti l’eventuale massimo in quota, si colloca sempre ad ovest oppure a nord-ovest del massimo al suolo, mentre negli anticicloni dinamici questi due punti tendono a disporsi sulla stessa verticale, o con ruoli invertiti rispetto al primo caso.

Autore : Lorenzo Catania

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