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VENETO: perché temporali così VIOLENTI?

Nella serata di ieri, domenica 14 maggio, sono accorsi sulla Valpadana orientale (Veneto) alcune manifestazioni temporalesche assai violente. Cerchiamo di comprenderne le origini.

MeteoLive Zoom - 15 Maggio 2017, ore 10.40

Un fenomeno decisamente comune, la nascita e lo sviluppo di un temporale è un evento che da sempre affascina l'uomo, scatenando nella nostra psiche, paura e curiosità allo stesso tempo. E' un fenomeno atmosferico assai comune durante il periodo tardo primaverile ed estivo, trovando ragione di esistere nell'intenso surriscaldamento solare degli strati prossimi al suolo. Viene così stimolata la risalita di masse d'aria caldo umide dalla superficie verso gli strati superiori e quindi la nascita di una corrente ascendente, comunemente definita dagli addetti ai lavori col termine inglese "updraft", che va poi a costituire il cuore più intimo di un temporale.

I temporali possono poi essere distinti in tre categorie specifiche; abbiamo la "cella singola", cioè un temporale costituito da un singolo updraft, evento comunque piuttosto raro. Abbiamo poi le "multicelle", sistemi temporaleschi costituiti dalla fusione di più celle singole, sino a formare un vero e proprio "grappolo" di temporali che possono colpire aree molto estese. Questa è senza dubbio la categoria più comuneArriviamo poi alle famigerate "supercelle", la categoria di temporali più violenti tra tutti.

In realtà quanto verificatosi nella serata di ieri sul Veneto, esula completamente dal fenomeno supercellulare che, per sua stessa natura, poggia radici nella presenza di un wind-shear associato a vorticità esasperate ed un forte incremento della ventilazione all'aumentare della quota. Tutti elementi che nelle dinamiche temporalesche di ieri sono mancati completamente; esclusa quindi l'ipotesi supercella, le manifestazioni temporalesche accorse ieri sera in una stretta fascia di territorio nell'area del vicentino, sono attribuibili ad un sistema ben organizzato di multicelle.

Queste ultime hanno avuto origine da una forte differenza di temperatura tra gli strati prossimi al suolo e la presenza di aria ancora fresca in quota. Gli strati atmosferici prossimi alla superficie sono stati adeguatamente riscaldati dalla radiazione solare incidente sulla superficie terrestre che avrebbe potuto essere schermata soltanto dalla presenza di addensamenti nuvolosi stratificati che ieri sono mancati completamente.

Quindi dalla creazione di un elevato gradiente termico verticale, la nascita di intensi moti convettivi. Nelle dinamiche temporalesche primaverili la grandine viene oltremodo favorita nella sua formazione dalla presenza di un profilo termico che, specialmente alle quote superiori, è ancora piuttosto freddo. Grandine così grossa può tuttavia essere spiegata soltanto dalla presenza di intensi moti convettivi (violenti updraft) e non soltanto dalla presenza di uno zero termico posto a quota meno elevata. 


Autore : William demasi

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