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Prima decade di GENNAIO 2014: come si comporterà? Confronto tra modelli

Volgendo lo sguardo allo stato del tempo previsto durante la prima decade di gennaio, il responso dei modelli appare abbastanza chiaro nelle sue linee generali. Le vorticità portate da un attivo lobo canadese del Vortice Polare andranno via via attenuandosi ma sia la penisola italiana che il continente europeo seguiterà ad essere interessato dal passaggio di alcune perturbazioni che a differenza della prima e della seconda decade dicembrina, si presenteranno più attive e regolari anche alle latitudini mediterranee.

MeteoLive Zoom - 27 Dicembre 2013, ore 11.30

Il flusso zonale di natura atlantica continuerà a dettar legge su gran parte dell'Europa durante la prima decade di gennaio?

La tendenza inquadrata oggi dai principali modelli di previsione long-range, paiono voler confermare questa ipotesi seppur con alcune potenziali complicazioni che potrebbero subentrare in un secondo momento.

Confronto tra modello inglese ECMWF e modello americano GFS: in linea generale, ambo i modelli dopo aver correttamente inquadrato il picco delle vorticità zonali durante le festività natalizie, prevedono ora un graduale rallentamento del getto, con una attività depressionaria nord-atlantica che si farà gradualmente meno intensa.

Analogamente ad una trottola che viene fatta girare all'impazzata su di un tavolo, per inerzia il lobo canadese del Vortice Polare continuerà a sfornare delle altre depressioni che dai settori atlantici si sposteranno piuttosto velocemente verso l'Europa. Tuttavia le westerlines associate al transito delle sopraccitate depressioni saranno meno tese rispetto a quanto avvenuto durante il mese dicembrino, permettendo così una maggiore ondulazione del getto con delle perturbazioni che potranno ritagliarsi il loro spazio da protagoniste anche sul Mediterraneo.

In questo contesto le temperature, seppur accennando ad un ulteriore leggero calo un pò ovunque, si manterranno generalmente in media col periodo stagionale, senza presentare alcun picco di freddo eccessivo. Il transito di alcune perturbazioni sul suolo italiano, garantiranno un apporto precipitativo piuttosto regolare con innevamento abbondante lungo Alpi a media ed alta quota.

In merito alle potenziali complicazioni...

Alcuni run di previsione emessi sia dal modello americano che da quello inglese, pongono l'accento sulla possibile attivazione di una circolazione secondaria di natura antizonale sull'Europa. Questa circolazione retrograda che compare a fasi alterne sulle previsioni di lungo termine, sarebbe indotta dalla formazione di una zona d'alta pressione collocata nei settori settentrionali europei. Questo anticiclone riceverebbe linfa vitale dall'aria calda richiamata verso le alte latitudini dalla depressione canadese "arricciata" sul comparto atlantico.

Si tratterebbe a tutti gli effetti di una evoluzione simpatizzante di certe dinamiche accorse con particolare frequenza durante gli anni 70', 80', recentemente divenuta più rara a favore di fasi fredde indotte da dinamiche artiche vere e proprie. La nascita di tale dinamica d'interazione tra l'aria continentale e l'attività ciclonica di stampo atlantico, appare promossa come potenziale evoluzione di alcuni indici teleconnettivi ed andrà accuratamente valutata col trascorrere dei giorni, anche in relazione a quello che sarà il comportamento delle previsioni deterministiche.

Seguite gli aggiornamenti.


Autore : William Demasi

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