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Il FREDDO in arrivo dalla Russia: perche è così difficile prevederlo?

Spesso e volentieri come in questi giorni, mappe e modelli previsionali faticano ad inquadrare i comportamenti delle masse d'aria provenienti dal territorio russo e siberiano. Cerchiamo di spiegarvi per quali ragioni abbiamo al giorno d'oggi ancora queste difficoltà.

MeteoLive Zoom - 14 Dicembre 2016, ore 19.30

Puntualmente, ogni qualvolta commentiamo una circolazione atmosferica nella quale entrano in gioco masse d'aria fredda di origine continentale, la previsione calcolata dai centri previsionali diventa estremamente incerta e ballerina, al punto da rendere quasi impossibile pronosticare il comportamento delle masse d'aria e dei relativi centri di alta e di bassa pressione sull'Europa oltre i 3 giorni di distanza.

Da cosa deriva tale incertezza nella previsione? 

Per rispondere a questa domanda bisogna aver chiaro il processo attraverso il quale un dato grezzo proveniente dalle stazioni collocate su terra e dai radiosondaggi, vengano poi elaborate al fine di produrre una "banca dati" quanto più possibile real time sulle condizioni atmosferiche nel mondo. 

Questa enorme mole di dati è gestita e raccolta dall'OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale), le stazioni inviano dati ogni ora nei rapporti METAR, oppure ogni sei ore nei rapporti SYNOP. Queste informazioni entrano poi a far parte dei cosiddetti "dati di inizializzazione", utilizzati dai modelli previsionali per elaborare una linea di tendenza sul tempo atmosferico su di una macroarea.

Stiamo insomma parlando dei famigerati "Global Models" (GM) croce e delizia di appassionati e previsori. 

In tutto questo cosa c'entra la difficoltà nel prevedere il freddo in arrivo dal continente euroasiatico? 

E' presto detto, in questa parte del mondo abbiamo a disposizione una quantità molto scarsa di dati provenienti dalle stazioni. Pochi rilevamenti su parametri fondamentali quali vento, umidità, pressione e temperatura, quasi nessun radiosondaggio e quindi scarsa comprensione di quelle che sono le caratteristiche delle masse d'aria nei vari strati dell'atmosfera. 

Tali dati vengono in parte recuperati attraverso misurazioni fatte da satellite ma tutto questo non riesce a sostituire il dato misurato fisicamente attraverso una stazione di monitoraggio oppure di una boa. 

Questa importante mancanza si ripercuote automaticamente nella grande difficoltà che ancora abbiamo nel prevedere l'entrata in gioco di tali masse d'aria sull'Europa. Oltre a questo elemento, dobbiamo anche segnalare come di base i cosiddetti "movimenti antizonali" siano fisiologicamente inseriti in un contesto circolatorio assai disturbato e pertanto di default già poco incline ad essere metabolizzato dai centri di calcolo. 


Autore : William Demasi

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