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SPECIALE da giovedi a domenica: il tempo in montagna

Seconda parte di settimana all’insegna del tempo instabile e a tratti perturbato su tutto lo Stivale. L’alta pressione entrerà infatti in crisi sul bacino occidentale del Mediterraneo, ed andrà a ritirarsi verso posizioni più settentrionali. L’arco alpino diventerà così preda facile di una fase di maltempo dalla quale non uscirà a breve, con neve fino a quote basse, più abbondante sul settore centro-occidentale; da notare la ventilazione che sarà comunque sempre sostenuta, a tratti anche molto forte. In Appennino invece, a parte l’episodio invernale di giovedi, sarà il forte aumento termico a tenere banco da venerdi in poi, con la neve relegata solo alle quote più alte. Domenica scirocco molto forte al sud.

Meteo-montagna - 18 Febbraio 2004, ore 13.42

ALPI OCCIDENTALI. Il settore alpino occidentale dovrebbe risultare il più penalizzato da questo periodo perturbato. Con certezza, si può soltanto affermare che nella giornata di venerdi 20 ci sarà una fase interlocutoria, una breve parentesi con tempo variabile ma nel complesso asciutto. Per il resto, tempo per lo più compromesso e attività all’aperto da rimandare. Sarà la neve, insomma, la grande protagonista di questo scorcio di stagione, con un ritorno in grande stile non solo in montagna ma anche sulle colline liguri e sulle pianure piemontesi. Le temperature infatti consentiranno fenomeni nevosi fino a quote basse, almeno inizialmente; col passar del tempo però si attiveranno correnti sciroccali e la colonnina di mercurio tenderà a risalire, specie sui versanti liguri e francesi. Da sabato 21, soprattutto in quota, è atteso infatti un consistente riscaldamento che farà innalzare il limite delle nevicate, anche se la resistenza di sacche d’aria fredda nelle valli più strette di Torinese e Cuneese favorirà ancora rovesci nevosi sino a quote collinari. Stante comunque la grande incertezza che regna nei modelli anche sul breve e medio termine, vi invitiamo ad aggiornare la previsione, specie nei dettagli. Al momento, il manto nevoso si presenta primaverile sotto la quota di 2000-2200 metri, ben consolidato al di sopra, con un basso indice di pericolo valanghe. Gli spessori massimi, alla quota di 2000 metri, sono i seguenti: Alpi Marittime 110cm, Alpi Cozie 130cm, Alpi Graie 170cm. I nuovi accumuli, da giovedi a domenica, potranno toccare e superare i 30-50 cm su tutto il settore, specie su Cuneese e Bassa Valle d’Aosta. ALPI CENTRALI. Fino a venerdi mattina il tempo rimarrà piuttosto compromesso sulle Alpi Pennine, dove si avrà il tempo peggiore e con accumuli dell’ordine di 20-25 cm di neve fresca. Sul resto del settore si avrà tempo moderatamente perturbato, con fenomeni deboli ed accumuli modesti. Farà ovunque freddo, con punte di -10°C a 1500 metri di altitudine. Venerdi sarà una giornata di pausa, con tempo asciutto e schiarite anche ampie. Da sabato nuovo peggioramento, ad iniziare da ovest, ma con le precipitazioni più intense stavolta ad interessare le Alpi Orobie. Un lieve aumento delle temperature farà innalzare seppur di poco il limite delle nevicate, che si attesterà comunque su quote collinari. Attesi nuovi apporti nell’ordine di 10-15cm. Al momento, il manto nevoso si presenta primaverile sotto la quota di 2200 metri, ben consolidato invece al di sopra. L’indice di pericolo valanghe si presenta ovunque di grado 2, ma sale al grado Marcato (3) alle alte quote. Questi gli spessori massimi alla quota di 2000 metri: Alpi Pennine 180cm, Alpi Lepontine 190cm, Alpi Retiche 140cm. ALPI ORIENTALI e DOLOMITI. Fino a venerdi fase moderatamente perturbata, con temperature di poco inferiori alla media del periodo e neve fino a quote pianeggianti. Le precipitazioni più intense si avranno su Monti Lessini, Altopiano di Asiago e Dolomiti Trentine, dove si prevedono accumuli discreti (20-25 cm). Altrove le nevicate saranno meno intense, risultando deboli su Tarvisiano, Alto Cadore, Valle Aurina e Valle Isarco. Attenzione però al vento forte da nord-est, che soffierà con particolare intensità su gran parte del settore, sul Friuli in particolare. Venerdi sarà una giornata di pausa, con qualche episodio sporadico in montagna ma con tendenza a sempre più ampie schiarite. Farà piuttosto freddo ovunque, specie sul Tarvisiano, dove si registreranno i valori più bassi. Da sabato pomeriggio nuovo modesto peggioramento, ma con il limite delle nevicate destinato a salire per via dell’aumento termico incipiente. Al momento sembra comunque che il settore delle Alpi Carniche e Giulie sia destinato a rimanere estraneo alla nuova fase perturbata, limitata al Trentino-Alto Adige e al settore occidentale delle Dolomiti, dove si potrebbero avere nuovi apporti nell’ordine dei 5-10 cm di neve fresca. Considerata la grande indecisione che regna nel medio termine, sarà bene comunque aggiornare le previsioni su queste zone per il prossimo week-end. Al momento, questi gli spessori massimi del manto nevoso alla quota di 2000 metri: Alpi Atesine 140cm, Dolomiti 80cm, Alpi Carniche 140cm, Alpi Giulie 200cm. Pericolo valanghe di grado 2 su Alpi Carniche e su Dolomiti; di grado 3 su Alpi Atesine e Giulie. APPENNINO SETTENTRIONALE. Giovedi sarà una giornata perturbata su tutto il settore, con vento sostenuto da nord-est sui versanti esposti e con temperatura piuttosto rigida. Le precipitazioni nevose guadagneranno anche le quote collinari, se non addirittura il piano sui versanti padani dell’Appennino Ligure. Gli accumuli saranno discreti, specie sul settore ligure e sulle Alpi Apuane, dove la neve fresca potrebbe attestarsi intorno ai 15-20 cm. Venerdi è previsto un miglioramento, anche se in un regime di variabilità che non escluderà nuovi episodi nevosi, sebbene di debole intensità e di breve durata. Da sabato è invece atteso un nuovo peggioramento, anticipato però da un netto rialzo termico, che farà schizzare il limite delle nevicate fin sopra i 1000-1200 metri sui versanti ligure e toscano, limite che invece si manterrà su quote prossime al piano sul versante padano. Domenica situazione pressoché invariata. Interessanti i nuovi accumuli alla quota di 1800 metri, previsti nell’ordine di 20-30 cm. Questi gli accumuli massimi al momento alla quota di 1500 metri: Appennino Ligure 30cm, Appennino Tosco Emiliano 70cm. Pericolo valanghe ovunque di grado 1 (debole). APPENNINO CENTRALE. Sarà un giovedi perturbato per le montagne dell’Appennino Centrale, anche se il settore più colpito rimarrà quello del versante tirrenico dell’Appennino Abruzzese e Sannita, con i Monti Simbruini, Ernici, Mainarde, Meta e Matese a ricevere gli accumuli maggiori. Non saranno comunque da meno anche le catene dell’Antiappennino Laziale, così come pure il Reatino e l’Amiata. Si tratterà di una fase di tempo pertrubata capace di scaricare nuovi accumuli di 15-30 cm su tutto il settore. Più al riparo il resto del settore, anche se nuovi apporti nevosi arriveranno ovunque. Venerdi sarà di scena un deciso miglioramento, che maturerà nel corso della giornata, con le schiarite più ampie a farsi strada sui versanti tirrenici e con valori diurni in ripresa. Da sabato nuovo peggioramento, accompagnato però da un sensibile aumento delle temperature, che farà schizzare il limite delle nevicate a quote molto elevate per la stagione, addirittura fino a raggiungere i 1800-2000 metri nella giornata di domenica sui versanti occidentali: un autentico colpo mortale per la stagione sciistica finora proseguita su buoni livelli. La pioggia in arrivo, infatti, unita alle alte temperature, potrebbe rendere irrimediabili i danni sulla neve delle stazioni sciistiche sistemate alle quote medie. Avremo comunque modo di riparlarne, visto che la previsione è ancora lungi dall’essere definitiva. Al momento, questa la situazione degli accumuli alla quota di 1500 metri: Appennino Umbro-Marchigiano 40cm, Appennino Abruzzese 60cm, Appennino Sannita 70cm. Indice di pericolo valanghe di grado 2 sull’Appennino Abruzzese, altrove di grado 1. APPENNINO MERIDIONALE. Per l’Appennino Meridionale quello di domani, giovedi 19 febbraio, sarà un peggioramento del tutto modesto, con gli effetti limitati al settore campano e lucano, e con qualche fioccho di neve probabile su Sila ed Etna. La perturbazione arriverà infatti sfrangiata e priva di quell’energia necessaria a determinare condizioni di tempo perturbato. Pertanto, è da attendersi un tipo di tempo votato al modesto peggioramento, con cielo coperto ma con fenomeni piuttosto deboli, nevosi al di sorpa dei 1100-1300 metri. Venerdi mattina stesso copione, poi spazio alle schiarite, e soprattutto all’aumento delle temperature. Sabato e domenica nuovo passaggio perturbato, ma anticipato da un richiamo di correnti sud-occidentali capace di far schizzare la colonnina di mercurio su valori piuttosto alti per il periodo. Quindi saranno le piogge le protagoniste del week-end montano al Meridione, con i fiocchi di neve che riusciranno a prevalere solo sull’Etna, ma da quote superiori ai 2500-2600 metri. Attenzione poi al vento, forte o molto forte di scirocco sull’Appennino Calabro nella giornata di domenica. Questi gli accumuli massimi alla quota di 1500 metri: Appennino Campano 30cm, Appennino Lucano 15cm, Appennino Calabro 35cm. Il pericolo valanghe si presenta ovunque di grado 1.

Autore : Emanuele Latini

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