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Il TEMPO e la NEVE in montagna da martedì a venerdi

Settimana quasi ovunque anticiclonica, parentesi gelida al Sud a partire da giovedi. Le condizioni della neve settore per settore, il pericolo valanghe, le previsioni meteo: tutto sulle montagne italiane nel corso di questa seconda settimana di febbraio.

Meteo-montagna - 9 Febbraio 2004, ore 12.52

ALPI OCCIDENTALI. Settimana all’insegna del sole e di un nuovo trend termico al di sopra della media del periodo. Infatti, la diminuzione delle temperature in atto tra oggi e domani avrà vita breve, e già a partire da martedi pomeriggio la colonnina di mercurio tenderà a risalire, per toccare il suo culmine nelle ore centrali di giovedi, quando si prevedono punte di 16-18°C a 1200 metri di altitudine su Alpi Cozie e Marittime, con lo zero termico a toccare i 2700 metri. Venerdi, infine, ci sarà un nuovo abbassamento delle temperature. Per il resto, si assisterà al rapido passaggio di innocui banchi nuvolosi, alternati a lunghe fasi soleggiate. Questo tipo di tempo, con temperature elevate nella fase diurna e valori negativi in quella notturna, con conseguenti processi di fusione e rigelo del manto nevoso, sta favorendo il consolidamento dello stesso, che presenta i seguenti spessori alla quota di 2000 metri (valori massimi): Alpi Marittime 110cm, Alpi Cozie 140cm, Alpi Graie 180cm. Il pericolo valanghe rimane di grado 2 (moderato). ALPI CENTRALI. Il settore sarà caratterizzato da un tipo di tempo a due facce: variabile, a tratti instabile, sui versanti esposti a nord; prevalentemente soleggiato e stabile in quelli esposti a sud. Il crinale montuoso di confine detterà insomma le condizioni del tempo, che sui versanti esteri risentirà dello stau per l’insorgenza di tese correnti nord-occidentali, nonché di valori termici e pressori inferiori a quelli presenti sull’opposto versante. Qui infatti il tempo si manterrà per lo più soleggiato, fatto salvo il passaggio di corpi nuvolosi generalmente innocui. Lo sconfinamento di fenomeni nevosi potrebbe riguardare, nelle giornate di mercoledi e giovedi, le zone di valico e le testate delle valli più settentrionali, come l’Alta Valle d’Aosta, l’Alta Valtellina, la Val Formazza e parte del Canton Ticino. Foschie dense e nebbie in banchi tra giovedi e venerdi su gran parte delle valli prealpine e su Valle d’Aosta. Temperatura in rialzo a partire da martedi, con giovedi giornata più calda della settimana; da venerdi generale diminuzione. I valori termici si attesteranno comunque oltre la media del periodo, favorendo il processo di consolidamento del manto nevoso per fusione diurna e rigelo notturno. Questi gli spessori massimi alla quota di 2000 metri: Alpi Pennine 180cm, Alpi Lepontine 190cm, Alpi Retiche 160cm. Il pericolo valanghe, attualmente ovunque di grado 2 (moderato), tenderà ad aumentare nel corso della settimana sulle Alpi Pennine. ALPI ORIENTALI e DOLOMITI. La settimana trascorrerà ovunque all’insegna del tempo variabile ma sostanzialmente asciutto; non mancheranno banchi nuvolosi in rapida successione, così come non si faranno attendere lunghi momenti di sole. Venerdi sarà la gironata più a rischio, con possibilità di deboli fenomeni sul settore friulano. Negli altri giorni, le precipitazioni, a carattere nevoso già dalle quote medie, ma generalmente sporadiche e di debole intensità, potranno interessare i crinali di confine con Austria e Slovenia o le valli più esposte alla direzione delle correnti, correnti che all’inizio si disporranno da NW per poi piegare a NNE. Il freddo si farà sentire soprattutto nella prima parte del periodo, con martedi giorno più rigido della settimana (possibili punte di -14°C a 2000 metri). I valori comunque si attesteranno complessivamente nella media del periodo. Questi gli spessori massimi del manto nevoso alla quota di 2000 metri: Alpi Atesine 150cm, Dolomiti 100cm, Alpi Carniche 140cm, Alpi Giulie 200cm. Pericolo valanghe di grado 2 su Alpi Carniche e su Dolomiti; di grado 3 su Alpi Atesine e Giulie. APPENNINO SETTENTRIONALE. L’intera settimana trascorrerà all’insegna del tempo stabile e soleggiato, anche se di tanto in tanto arriverà qualche innocuo passaggio nuvoloso a movimentare un tipo di tempo decisamente anticiclonico. Da segnalare la probabile formazione di foschie dense e banchi di nebbia nelle valli più interne, con conseguente inversione termica, più sensibile nei giorni di mercoledi e giovedi, quando in quota si registreranno valori termici decisamente tiepidi. Venerdi è invece atteso un calo delle temperature che si riporteranno su valori prossimi a quelli normali del periodo. Il manto nevoso, in fase di assestamento in quota, alle altitudini medie ha risentito pesantemente del riscaldamento degli ultimi giorni, ed ha subìto un forte ridimensionamento. Questi gli accumuli massimi alla quota di 1500 metri: Appennino Ligure 40cm, Appennino Tosco Emiliano 70cm. Pericolo valanghe di grado 1 (debole) sul settore ligure, di grado 2 (moderato) sul settore tosco-emiliano. APPENNINO CENTRALE. Settimana anticiclonica sull’Appennino Centrale, con il solo settore Sannita e parte di quello Abruzzese (zona Maiella, Monti Frentani, Mainarde e Meta) a risentire di una circolazione nord-orientale che nella giornata di giovedi potrebbe portare a fenomeni nevosi da stau sui versanti esposti della catena appenninica, fino a quote basse nella notte su venerdi. Nella circostanza e nelle zone elencate, i venti si orienteranno forti da NE, con raffiche molto forti in alta montagna. Per il resto, da segnalare soltanto vento forte sui Sibillini nella giornata di mercoledi e un rapido passaggio nuvoloso a metà settimana, ma senza fenomeni. La temperatura subirà un improvviso rialzo nella giornata di mercoledi, con giovedi giornata più calda, prima del repentino abbassamento termico di venerdi. Il manto nevoso, duramente provato dai valori tardo-primaverili della settimana scorsa, ha subito un assestamento alle quote più elevate, presentando però ampie zone scoperte fin oltre i 2000 metri. Al di sotto dei 1500 metri esso si presenta frammentario e in fase di scioglimento. Il disgelo alle quote medie sembra quindi (per ora) in fase avanzata. Questi gli accumuli massimi alla quota di 1500 metri: Appennino Umbro-Marchigiano 50cm (Monti Sibillini), Appennino Abruzzese 70cm (Monti Simbruini), Appennino Sannita 50cm. Il pericolo valanghe si presenta ovunque di grado 2, ma sale al grado 3 (marcato) oltre i 2000 metri dell’Appennino Abruzzese. APPENNINO MERIDIONALE. Settimana dai due volti, quella dell’Appennino Meridionale. Fino a mercoledi mattina il tempo si manterrà infatti buono e per larga parte soleggiato su tutto il settore, mentre dal primo pomeriggio di mercoledi le condizioni meteorologiche subiranno una netta involuzione. Le correnti si disporranno infatti da nord; un primo passaggio nuvoloso investirà l’area in questione nel pomeriggio di mercoledi; un secondo corpo perturbato, più incisivo, regalerà precipitazioni nevose in montagna a cavallo tra giovedi e venerdi, complice anche lo stau che favorirà negli accumuli le zone esposte a nord-est. Da giovedi la temperatura subirà un netto crollo, portandosi su valori decisamente inferiori alla norma già a partire dalla notte su venerdi, che sarà a tuttti gli effetti una giornata di ghiaccio, anche se il tempo tenderà a migliorare. Sull’Appennino Lucano sono infatti previste punte di -15°C alla quota di 1500 metri. Attenzione poi al vento da NNE, addirittura tempestoso in montagna nel corso del pomeriggio di giovedi. Questi gli accumuli massimi alla quota di 1500 metri: Appennino Campano 40cm, Appennino Lucano 20cm, Appennino Calabro 40cm. Il pericolo valanghe si presenta ovunque di grado 1.

Autore : Emanuele Latini

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