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Riscaldamento globale... "La bufala del secolo?"

Vi proponiamo il pensiero di un nostro lettore che si domanda quanto possa incidere l'Uomo sull'andamento del clima e se i cambiamenti climatici siano irreversibili.

Le vostre lettere - 21 Luglio 2009, ore 11.46

Il Signor Nicola Di Michele ci scrive: Ghiacci che si sciolgono nell'Artide come in Antartide, una tendenza irreversibile? Che il clima abbia avuto dei cambiamenti è un dato abbastanza accettato da tutto il mondo scientifico, tranne alcuni che hanno ancora delle perplessità in proposito, o almeno non si sbilanciano più di tanto, ma credo sia sotto gli occhi di tutti anche tra i non addetti ai lavori, ci si rende conto che siamo di fronte a cambiamenti climatici piuttosto importanti, questo poi da cosa dipenda, è un'altro discorso; certo anche a me risulta evidente che il tempo di oggi non è più quello di 40 anni fà, ma anche solo di 15, 20 anni fà. In estate faceva caldo ma era un caldo diverso, più sopportabile, forse meno afoso. Mi ricordo invece in inverno le pertubazioni di origine artica si fiondavano dritte verso il Mediterraneo e attraversavano tutta la Penisola da nord a sud dispensando pioggia e neve un po per tutti. Oggi si è sicuri solo dell'arrivo delle ondate di caldo africano, quelle non sbagliano mai la mira, arrivano sempre più puntuali, come mai? Per la nostra penisola prevedere ormai un'ondata di freddo siberiano è diventato un sogno, una chimera, c'è sempre qualcosa che va storto, una volta troppo a ovest, una volta troppo a est, ma la realtà è che siamo sempre meno convolti in ondate di gelo degne di nota, ma il caldo quello l'estate è sempre puntuale, o dall'Algeria dalla Libia dall'Egitto, alla fine arriva sempre il mostro, il gobbo, chiamatelo come vi pare, ma non manca quasi mai, questo certo mi fa un po pensare che forse veramente c'è qualcosa che non va. Non bisogna certo per forza avere propensioni catastrofiste, è molto più semplice asserire che c'è un equilibrio che si è rotto, il nostro pianeta sembra avere l'asma, e affaticato e manda dei segnali che forse dovremmo prendere in seria considerazione. Come ci sono le isole di calore nelle città, e le temperature sono più alte di diversi gradi rispetto alle zone circostanti periferiche, significa che vicino agli alberi o ai ruscelli e alle cascate è più fresco, se questo lo riportiamo in scala macroscopica, viene da pensare che qualcosa pure influenzerà il clima a livello planetario. Il disboscamento selvaggio, la cementificazione, inquinamento, e tutte le attività antropiche, anche se contribuissero solo per l'1% all'innalzamento della temperatura globale, forse ci portano oltre la soglia, la goccia che fa traboccare il vaso. Poi c'è una considerazione: la velocità di questo processo indotto in parte dalle attività umane, in buona parte dalla natura stessa, è vero come voi dite che l'uomo incide in minima parte; siamo poca cosa di fronte alla forza della natura ma è proprio per questo che dobbiamo stare attenti a non alterare l'equilibrio che il nostro pianeta azzurro unico cosi bello che ci tiene tutti in grembo. Perchè a volte ci si contrappone con inutili polemiche, poi diciamoci la verità, ormai l'umanità per varie circostanze e vicissitudini anche comprendendo la crisi economica mondiale, si trova di fronte a un bivio. Stiamo constatando che questa economia, fatta di bolle di sapone, ci ha portato tutti in un vicolo cieco. Perche non approfittare per cambiare, sperimentare un nuovo modello di sviluppo economico che sia per il benessere di tutta l'umanità rispettando il nostro pianeta. Se faremo stare bene la nostra terra, tutti ne guadagneremmo e non solo le stesse multinazionali; perche aspettare che finisca il petrolio? Perche continuare a sporcare e inquinare il pianeta, cosa ci impedisce di muoverci prima? Abbiamo una grande occasione, trasformare questa crisi economica in grande opportunità di sviluppo. Da uomo di strada da persona attento al tempo atmosferico dai tempi del famoso generale Bernacca, ricordo con rimpianto il suo modo cosi semplice e chiaro di spiegare la situazione con cartine e disegni vari; quando annunciava un'ondata di freddo, anche se non lo si vedeva tramite il satellite, di sicuro vedevamo la neve e il ghiaccio, quel freddo d'altri tempi che la civiltà moderna spero non avrà scacciato e eliminato per sempre. Spero che il buon senso dell'uomo alla fine prevalga sugli interessi di parte. Un cordiale saluto a tutta la redazione, queste mie impressioni non vuole essere una polemica con nessuno, ma solo esprimere delle impressioni di una persona appassionata di meteorologia, che segue questa scienza da molti anni. Auguri di buon lavoro a voi tutti della redazione. Risponde LUCA ANGELINI Gentilissimo Signor Michele ho voluto pubblicare l'intero testo della sua lettera perchè ho ritenuto fosse un valido spunto di riflessione per i nostro lettori. Apprezzo tra l'altro il suo modo corretto e non preconcetto di proporre le proprie idee e per questo mi sono proposto di rispondere brevemente al suo pensiero. Lei, quale appassionato meteo, si è accorto che qualcosa nel clima è cambiato nel corso dei decenni: le estati e gli inverni si presentano sotto diverse fattezze. Le rispondo che è tutto vero; è cambiata l'impostazione della circolazione generale dell'atmosfera. La cella circolatoria subtropicale si è allungata verso quella temperata e il vortice polare ha subito una certa contrazione. Da qui nasce la sua seconda corretta osservazione secondo la quale in Italia le ondate di caldo africano risultano sempre puntuali rispetto alle prognosi previsionali, molto meno lo sono invece le irruzioni artiche; in questo caso però l'eventuale deviazione previsionale avviene anche a causa di un punto debole dei modelli stessi al di là della modificazione climatica asserita poc'anzi. Da qui rispondo al suo interrogativo iniziale: il riscaldamento globale sarebbe la bufala del secolo? Non direi, l'errore "umano" a tal proposito è stata la stumentalizzazzione seguita a questo dato di fatto. Spesso, l'errore che si compie nell'analisi dei cambiamenti climatici, è pensare infatti che il clima sia malato, che la Terra sia agonizzante, che non esista più un equilibrio. L'equilibrio climatico del nostro Pianeta non è statico ma è un continuo divenire, un equlibrio dinamico in perpetua evoluzione. L'idea della Terra malata ci viene proposta senza dubbio dal martellamento dei media e di una parte del mondo scientifico e politico, i quali ci inculcano e ci propinano a scopo speculatorio le immagini spettrali di un mondo rovente, desertico e proiettato verso un aspetto lunare o marziano. Ciò non significa che io personalmente non sia d'accordo con alcune tesi ambientaliste, a patto che le stesse siano disinteressate e non cariche di ipocrisia. Sono pienamente d'accordo ad esempio con il fatto che l'Uomo debba nella maniera più assoluta cambiare mentalità e dare un taglio netto a disboscamento selvaggio, cementificazione e inquinamento; lo deve fare in primis per la sua salute, perchè prima di intaccare l'immensità del nostro Pianeta, tutto questo ricadrà (anzi sta già ricadendo) sulla nostra salute: basti pensare a quante patologie trovano fertile terreno di coltura in un ambiente inquinato. E allora via con i provvedimenti seri e non con gli ormai stantii specchietti per le allodole, vedi Kyoto e dintorni. Lei si domanda anche se i ghiacci polari stiano andando incontro ad una distruzione irreversibile. Ebbene, i dati che ci pervengono dalle misurazioni satellitari ci confortano in quanto ci fanno sapere che l'Artico, pur trovandosi in deficit rispetto alla media degli ultimi 30 anni (ricordiamo che climaticamente ci troviamo in un periodo post-glaciale partito dalla fine della PEG ossia dal 1850), dimostra di aver complessivamente trovato un nuovo assetto ben lontano dalla depauperazione totale millantata da qualche buontempone ad ogni fine estate. Per quanto riguarda l'Antartide, pur con la leggera flessione di quest'ultimo mese, lo stato attuale indica addirittura diversi chilometri quadrati si superficie al di sopra della medesima media trentennale. Ma fermiamoci un istante a riflettere: proprio nei ghiacci polari sono scritti millenni di storia; molte di quelle pagine non sono ancora state lette e nascondono sicuramente i segreti che racchiudono gli interrogativi irrisolti di un clima che è cambiato tante volte, spesso anche molto rapidamente e drammaticamente nella vita del nostro Pianeta. "Prima che l'Uomo fosse, il clima è".

Autore : Redazione

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