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Prof. Talamo: "quando un cartone animato insegna ad amare la meteorologia e la natura"

La lettera del Prof.Talamo tesse le lodi del famosissimo ed immortale cartone animato HEIDI.

Le vostre lettere - 28 Febbraio 2008, ore 09.11

Gent.mo Sig. Alessio Grosso, tempo fa ricordo di aver letto un suo articolo, intitolato "Meteo cartoni; la didattica offerta da Heidi", facente parte della collana di articoli della serie "I bellissimi di MeteoLive", che ancora conservo insieme a tanti altri. Proprio stamattina in TV è andata in onda l'ultima puntata dell'ennesima visione di quel romanzo che, anche se molto saltuariamente, tuttora non mi stanco di rivedere. Al di là della storia, ricca di emozioni e di buoni sentimenti, quegli stessi che non si sbaglierebbe a trasmettere tuttora alle nuove generazioni che sembrano esserne estranee, prese come sono dalle tecnologie degli ultimi telefoni cellulari e della playstation... è davvero affascinante il modo in cui venga messo in evidenza l'amore per la natura in tutte le sue manifestazioni e per il Creato! La lettura di quel suo articolo mi ha spinto a porre maggiore attenzione al modo in cui vengano rappresentati i fenomeni meteorologici che, in una cornice come quella del romanzo di Heidi (le Alpi svizzere) sono i protagonisti assoluti della storia di tutti i giorni: il vento che precede l'arrivo di un fronte nuvoloso, la neve che, spesso a quelle quote è accompagnata da un aumento della temperatura, il disgelo con le sue slavine, le lastre di ghiaccio di alta quota che resistono alla calura estiva, il vento che, al termine della stagione estiva, quando Clara riparte per Francoforte, soffia sui prati, fa sussurrare gli abeti dietro la baita e preannuncia l'arrivo dell'Autunno. Poi le musiche che fanno da colonna sonora all'intera storia e che sono il sottofondo delle immagini delle Alpi, sono di una intensità tale, da far aprire col grimaldello gli angoli più reconditi del cuore! Nel rivedere alcune puntate del cartone animato mi son balenati alla mente tanti ricordi d'infanzia, di quando tra il 1978 ed il 1979 lo seguii in prima visione TV, ma soprattutto, forte più che mai si è risvegliata in me la consapevolezza che l'origine del mio amore sviscerato per la natura, specie per le sue manifestazioni meteorologiche e per i paesaggi montani, incontaminati e lontani da tutto risiede proprio in questo romanzo. Adriano Celentano racconta che un giorno d'Inverno degli anni '50, nell'ascoltare al giradischi il famoso pezzo di Bill Haley "Rock around the clock", scoprì in lui la forza che aveva dal giorno in cui era nato... io, nella visione delle puntate di Heidi, pur essendo ancora piccolo, ho provato un'esplosione d'amore per le cose piccole ed allo stesso tempo grandi che la natura è in grado di offrire... il sorgere del Sole, lo spettacolo di un tramonto, la poesia di un'abbondante nevicata, lo sbocciare di un fiore, tutto il fascino delle cose antiche e spesso dimenticate nelle metropoli odierne nelle quali costantemente va in scena tutta la mediocrità della nostra vita quotidiana. Certo, per molti aspetti la nostra vita è migliorata, la tecnologia, soprattutto se usata bene, ci rende la vita più comoda, ma in tutto questo non ci rendiamo conto che, probabilmente, per vivere bene ed essere felici basta poco, molto meno di un cellulare dell'ultima generazione che scatta foto, fa filmati e permette di navigare in internet, molto meno di una playstation, molto meno di un'automobile super-accessoriata a sei porte (compresa la porta USB) con tanto di navigatore satellitare e climatizzatore... basta, forse, solo la poesia di una vita a contatto con la natura, certamente più scomoda e più lenta, ma più vera e più autentica, fatta di emozioni semplici e vere, fatta di quelle piccole cose che, purtroppo, nella corsa della vita quotidiana, nell'ansia del lavoro, della produzione e dell'accumulare soldi, spesso dimentichiamo! Eppure, quel sorgere del Sole rappresentato nel romanzo di "Heidi", quello sbocciare di un fiore, quell'ondeggiare dell'erba accarezzata dal vento, quel piccolo germoglio di un bucaneve che annuncia l'arrivo della Primavera sono spettacoli che in tanti angoli del mondo tuttora esistono, e non solo nella valle Aurina!... ma purtroppo li abbiamo dimenticati ed hanno cessato di destare l'umana ammirazione!

Autore : Prof. Pietro Talamo

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