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Dibattito sul nucleare sempre aperto; perchè non sfruttare il piccolo idroelettrico?

I lettori ci scrivono...

Le vostre lettere - 22 Marzo 2011, ore 14.56

Gentile Capo Redattore Grosso, ho letto gli articoli e alcune opinioni sul nucleare. Sono d'accordo che le centrali nucleari producono energia elettrica senza inquinare, il vero problema sembra essere però lo smaltimento delle scorie (macchine e cemento compresi) durante e dopo la durata tecnica della centrale, circa 20 o 30 anni massimo. Ho letto recentemente su Nuova Energia che i tempi per l'individuazione di un sito idoneo richiederebbe decine di anni, solo per le analisi geologiche occorrno dai 10 ai 15 anni!

Si è deciso, a livello mondiale, di promuovere l'utilizzo delle Fonti Rinnovabili, vale a dire: il sole, il vento, l'energia idraulica.

Nessuno però osa parlare e insistere concretamente dello sfruttamento del piccolo idroelettrico, di cui disponiamo ancora di abbondanti possibilità, sfruttare tutti i salti d'acqua dei nostri torrenti di montagna sarebbe la soluzione più concreta, semplice e veloce(ricordate fino agli anni '60 quale era l'unica fonte di energia elettrica?).

Sono a conoscenza che in Italia esistono migliaia di domande di concessione per piccole centrali idroelettriche, inferiori a 3000 KW di potenza, per un totale di alcune migliaia di MW (quasi due centrali nucleari): tutto bloccato!

Per colpa della resistenza soprattutto dei pescatori, e dei "loro" assessorati provinciali e regionali (paghiamo perfino quelli), e tutto per garantire a "loro" alcune giornate di beatitudine nei torrenti, per ammazzare 5 trote (che tra l'altro neppure ci sarebbero se non fossero immesse artificialmente), ma se è veramente così, quanti sono 1 su 1000 italiani? Quindi non sarà mai possibile neanche l'utilizzo delle Fonti Rinnovabili fino a quando si darà retta a stupide ostilità.

Mi risulta che la Francia, prima del nucleare, si sia preoccupata di sfruttare tutte le esistenti risorse idroelettriche, piccole e grandi, da noi invece facciamo il contrario. Sarebbe giusto se le regole imponessero l'uso delle acque pubbliche secondo gli utilizzi prioritari, nell'ordine: acqua potabile, energia e irrigazione dei campi,industriale e, per ultimi, quelli della pesca sportiva o per fare neve artificiale (questa ultima con enormi costi energetici e ambientali, certe Regioni, come il Veneto, favoriscono e finanziano questi sprechi, con il denaro pubblico!!).

Complimenti per i vostri articoli. C. Roberto


Autore : C. Roberto

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