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Clima e dintorni: non è solo questione di scetticismo

Moltissimi lettori ci scrivono ogni giorno sulla questione sempre aperta dell'argomento clima. Vi proponiamo l'opinione di chi non la pensa come noi e, in risposta, il nostro pensiero.

Le vostre lettere - 1 Aprile 2009, ore 10.47

Scrive il Signor Marco Pifferetti Non credo siano tante le persone che ignorano che nella storia della terra si siano alternati periodi freddi e caldi; è cosa risaputa, ma non ci aiuta a capire quanto valga l'effetto antropico nel riscaldamento globale. Come mai allora avete la certezza, che gli scienziati sul Global Warming ci raccontino delle falsità? Perchè qualcuno afferma che gli orsi sono in calo e qualcun altro dice invece che sono in aumento? Mi sembra un po' limitativo, come lo è affermare che poichè in certe aree antartiche il ghiaccio aumenta, allora il pianeta non si sta riscaldando: cosa avviene nelle altre zone?. Non pensate che occorra dare uno sguardo un po' ampio? Il mondo scientifico, tra 1000 incetezze e difficoltà sta facendo appunto questo, ma "voi" pensate invece che stiano complottando a favore non si sa bene di chi... e vi lamentate di non avere abbastanza "visibilità".... A me non sembra: all'inizio del mese si è tenuto a Roma un convegno sui cambiamenti climatici al quale sono stati invitati solo gli "scettici" ed era pure finanziato dal maggior partito di governo, inoltre uno dei più diffusi quotidiani italiani accetta solo articoli di fonte scettica La posizione degli scettici presenta certamente vari livelli di sfumature, in realtà chiunque studi la materia, lo è un po', ma voi mi sembrate un po' estremisti. Commento di LUCA ANGELINI Gentile signor Marco, ho ritenuto interessante coinvolgere i nostri lettori in questo suo pensiero che, seppur dissenziente, è stato da lei garbatamente espresso nel nostro Forum di discussione. Partiamo con una prima considerazione: gli "scettici" nutrono perplessità sull'incidenza esclusivamente antropica del riscaldamento globale. Ciò naturalmente non significa negare l'aumento delle temperature avvenuto negli ultimi decenni ma inquadrarlo secondo i naturali bilanci radiativi planetari in perpetua e comprovata oscillazione. Queste comprovate oscillazioni naturali del passato sono dunque l'unica certezza, il punto di partenza; su queste ci basiamo. La forzante umana c'è ma alla luce dei fatti non è stato dimostrato che abbia un peso sufficiente per sovvertire tutte le altre. Le teorie che collocano la forzante umana come unica voce in capitolo sono eslusivamente congetture le cui basi sono state più volte smentite, altrettante volte anche manipolate in malafede per sostenere l'insostenibile (ad esempio il famoso grafico di Mann). Alcuni esempi: non è stato dimostrato che la CO2 atmosferica, naturale o antropica che sia, abbia una relazione di causa piuttosto che di effetto sull'andamento delle temperature o viceversa: l'annunciata inarrestabile salita esponenziale delle temperature planetarie è stata smentita dai dati satellitari che indicano invece un globale riassorbimento dello stesso a partire dalle quote superiori. E ancora: la forzante solare dalla quale arriva l'energia disponibile sul nostro Pianeta è stata immessa nei modelli di simulazione climatica senza tener conto della non prevedibile attuale prolungata fase dormiente. E' da qui che dovrebbe partire una argomentazione autentica, un discorso equilibrato ma la gente non lo può sapere se non glielo si dice. E Meteolive, che assicuro in prima persona amante della Natura, assolutamente libera da ogni vincolo dogmatico, politico, economico e da quant'altro, cerca sempre di riportare l'ago della bilancia verso il centro affinchè ogni lettore abbia l'assoluta libertà di ragionare con la propria testa. Nessuno ha la certezza che alcuni scienziati raccontino falsità e altri invece la verità. L'unica certezza che abbiamo, e che spesso abbiamo sottolineato a testimonianza della palese malafede di alcuni vocianti oratori della controparte, è l'imposizione assolutistica delle teorie a sfondo antropico quali assiomatiche e incontrovertibili. Questo noi non lo accettiamo, perchè qui cade il senso stesso della scienza; lo stesso dicasi per il metodo di controllo scientifico noto come "peer review" il quale si è trasformato in nient'altro che pura censura. Ma qui si entra in altri campi minati a noi estranei (politica, interessi, businness e tanto altro). A proposito di businness, noi non parliamo di complotti ma quando citiamo una certa informazione pilotata, intendiamo quella di una parte del mondo scientifico (e non) che ha interesse a divulgare cataclismi imminenti poichè vive grazie ai finanziamenti (anche pubblici) elargiti a favore della ricerca, finanziamenti estorti a suon di catastrofi annunciate, ossia usando un'arma impropria e assolutamente scorretta. Altrettanto scorretto è il tono urlato: chi urla lo fa per imporre le proprie teorie e non per metterle su un tavolo di discussione. Questi sono gli estremisti, non noi. E inoltre: non è certo uno scandalo se una sola testata giornalistica (non scientifica) appoggia le teorie degli "scettici" (mentre altre dieci, sempre non scientifiche, stanno dall'altra parte) o se agli stessi "scettici" è stato concesso di organizzare una volta tanto un tavolo di discussione (e nessuno tra l'altro ne ha dato notizia), quando le quotidiane prese di posizione da parte delle frange legate all'IPCC (che ripeto percepisce lauti compensi anche dall'ONU) sono addirittura programmate a tavolino. La nostra è solo una flebile voce nel deserto che non fa entrare un solo centesimo nelle casse dell'Azienda e per questo assolutamente disinteressata. Ultimo appunto: davanti ad una ipotetica futura discesa delle temperature globali, chi di questi scienziati od opinionisti "non scettici" si alzerà davanti a tutti dicendo: " Signori abbiamo sbagliato tutto, vi restituiamo i vostri soldi"? E allora cari "non scettici", non dateci dei collaborazionisti, non dateci dei venduti, non dateci degli estremisti: la trave che sta nei propri occhi è spesso la più grossa ma anche la meno visibile rispetto alla pagliuzza del proprio prossimo.

Autore : Redazione

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