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ANTARTIDE tra verità e strumentalizzazioni. Ecco quello che gli altri non dicono

Voi scrivete, Meteolive risponde. Una piattaforna glaciale si frantuma. Rispunta lo spettro del global warming? I motivi sono in realtà molto più complessi. Facciamo un po' di chiarezza

Le vostre lettere - 27 Marzo 2008, ore 10.50

"Antartide, collassa pezzo di ghiaccio di 400 chilometri quadrati". Il fenomeno è "certamente" dovuto agli effetti del cosiddetto 'global warming'." Cosa ne pensate? Davide Pascucci. Risponde LUCA ANGELINI. Gentilissimo lettore Tra le varie lettere giunte in Redazione dopo la divulgazione della notizia da parte degli organi di stampa, mi ha colpito in modo particolare il suo quesito semplice e diretto. L'Asse di Wilkins, come fu battezzata la grande piattaforma glaciale mobile al momento della sua prima individuazione avvenuta negli anni '90, ha iniziato a dare seri segnali di cedimento il 28 febbraio scorso. Lo stesso settore glaciale scricchiolava però da almeno 15 anni dunque nulla si è creato dall'oggi al domani. Le tormentate vicende in questo angolo di Antartico non sono nuove ai glaciologi di tutto il mondo. La stessa porzione di banchisa ha subito crolli e scivolamenti fin dall'inizio delle osservazioni, ossia negli anni '50. Fu proprio nel 1956 che si verificò il fenomeno più imponente: un impressionante crepaccio lasciò scivolare nell'oceano una piattaforma glaciale di ben 31 mila chilometri quadrati, un'area vasta quanto la superficie del Belgio. Allora non si parlava certo di global warming. Altri episodi analoghi sono avvenuti nel corso dei decenni, basti ricordare la deriva degli iceberg Prince Gustav Channel, Larsen A (1995), Wordie, Muller, Jones e Larsen B (2002). Quest'ultimo evento si riferiva ad un blocco di ghiaccio di 3250 chilometri quadrati, una superficie pari a quella della valle d'Aosta. Detta in questi termini sembrerebbe che l'Antartide stia andando in pezzi, ma cosi' non è. Come ogni ghiacciaio, anche il bacino antartico è costituito da un settore di accumulo (le zone montuose interne sulla superficie continentale che conta numerose vette anche oltre i 4000 metri di altezza) e da una zona di ablazione (quella galleggiante e semi-sommersa negli oceani circostanti). Se immaginiamo i ghiacciai come grandi fiumi semi-pietrificati riusciremo a cogliere mentalmente quei particolari che rendono evidente il loro scivolamento dovuto alla forza di gravità. Cosi come in un fiume si hanno rapide e cascate, in un ghiacciaio abbiamo crepacci e seracchi i quali prima o poi crollano. Nel caso specifico dei ghiacci dell'Oceano Antartico occidentale, in apparente controtendenza rispetto al resto del continente che mostra evidenti segnali di crescita, è stata individuata una corrente più tiepida che scorre subito al di sotto della banchisa. Tale corrente determina in sito un aumento delle temperature superficiali oceaniche fino a 2,5°C ed è dovuta all'attività di una zona vulcanica sottomarina scoperta solo di recente, probabilmente da lungo tempo rimasta sopita e ora in fase di ripresa. Questo in parte spiegherebbe anche il motivo per cui il Wilkins Ice Shelf avrebbe deciso di sgretolarsi nell'oceano proprio ora dopo 1500 anni di calma apparente. E in 1500 anni il clima è mutato più volte e molto più di quanto non lo sia stato negli ultimi 20 anni di global warming! Abbiamo più volte affermato che i ghiacci antartici non risultano in regressione. Un cenno ai numeri ci mette di fronte a questa evidenza e sottolinea che il crollo del Wilkins Ice Shelf non può essere messo in diretta relazione con il riscaldamento del Pianeta. Questi i dati dall'inizio delle rilevazioni nel 1979. Fonte National Snow and Ice Data Center NSIDC/NASA. Superficie totale: Inverno australe 1979 area glaciale 15 milioni di kmq. Estate australe 1980 area glaciale 1,7 milioni di kmq. Inverno australe 2007 area glaciale 16,2 milioni di kmq. Estate australe 2008 area glaciale 2,2 milioni di kmq. Anomalie di bilancio trentennale: Anno 1979: +0.5 milioni di kmq. Anno 2008: +1,4 milioni di kmq. Raffronto superficie totale ghiacci ultimi due anni alla fine dell'estate australe: 15 marzo 2007: 2,5 milioni di kmq 15 marzo 2008: 4,0 milioni di kmq. Insomma l'Antartico risulta in ottima salute. Il Pianeta si riscalda ma a quanto pare questo "warming" poi tanto globale non è.

Autore : Redazione

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