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Variabilità in attesa (ormai nel 2012) di una vera sterzata invernale

Regime di variabilità sino all'Epifania, ma con fenomeni spesso confinati alle vallate alpine di confine. In seguito continuerà la dura lotta delle correnti da nord-ovest per spezzare il dominio dell'anticiclone, altri scenari non si vedono. Intanto tracciamo un breve bilancio del 2011.

La sfera di cristallo - 29 Dicembre 2011, ore 14.28

NOTA di COMMENTO sul 2011:
Il 2011 non è stato un anno esaltante per il Paese sotto ogni profilo, dunque anche quello meteorologico. Se lo ricorderanno in Sicilia e Calabria per la piovosità eccezionale, soprattutto gli abitanti di Barcellona Pozzo di Gotto nel Messinese, se lo ricorderanno i Genovesi e gli abitanti delle Cinque Terre per la tremenda alluvione e anche quelli di Marina di Campo all'isola d'Elba.

Quando l'anticiclone si è concesso una pausa si è scatenato l'inferno qua e là, complice un mare più caldo del normale e di temporali marittimi autorigeneranti da primato. In questi eventi rientra anche il tremendo nubifragio autunnale che ha mandato in tilt Roma.

Non possiamo dimenticare il lungo periodo asciutto che ha caratterizzato la primavera al settentrione, interrotto dai temporaloni del 27 maggio, così come non va dimenticato il bizzarro comportamento dell'estate, che ha portato sulle Alpi un anticipo di autunno sino a metà agosto e poi ha dispensato una performance che l'ha trascinata sino ad ottobre.

L'anticiclone insomma ha spadroneggiato per molti mesi all'anno, se diventasse protagonista assoluta per tutti e 12 mesi forse, anzi sicuramente dovremmo cambiare mestiere. Eppure il 2011 è probabilmente solo all'undicesimo posto tra gli anni più caldi dal 1850.
 
PROSPETTIVE
Come andrà a finire l'inverno 2012. Il debutto di gennaio non presenterà sostanziali modifiche a quanto verificatosi nel mese di dicembre. La speranza è che l'anticiclone non lo monopolizzi per tutto il mese, evento più che probabile dal momento che queste situazioni le abbiamo già vissute in passato.

Certo non mancheranno i disturbi in Adriatico e al sud, nonchè le nevicate sulle creste di confine, ma insomma l'inverno non è solo questo e non è solitamente ridotto a questo per la Penisola. Inutile ora cercare correnti da est o anticicloni russi che russano profondamente, inutile anche accanirsi con gli strat-warming, l'importante è che le ondulazioni della corrente a getto continuino e non diano tregua all'anticiclone, una loro ulteriore frenata aprirerebbe la strada a contributi precipitativi che, almeno su Alpi ed Appennini, ad intervalli risulterebbero nevosi. Qualcuno poi ha paragonato questo inverno a quello del 2006-2007.

Ebbene, se andasse così, entro fine gennaio, una bella avvezione fredda con annesso qualche episodio nevoso non mancherà. Altri suggeriscono analogie con la stagione 2002. Se così fosse bisognerebbe attendere febbraio per vedere configurazioni di tipo diverso. Noi (almeno per il momento) non pensiamo che l'inverno sia tutto qui, semplicemente riteniamo ora come ora difficile (a meno di strat-warming clamorosi) che la situazione possa mutare entro la prima decade di gennaio o la metà del mese. E' vero, qualche giorno fa si era aperto uno spiraglio ed eravamo più ottimisti, ma il vortice polare stenta ad aiutarci e dunque l'ottimismo si è smorzato.

RIASSUMENDO
Ecco gli eventi più salienti da qui al 6 gennaio:

30 dicembre: nevicate moderate sulle creste di confine dall'alta Valle d'Aosta al Tarvisiano anche a quote basse. Un po' di freddo a spasso per l'Adriatico con qualche rovescio nevoso lungo la dorsale appenninica a quote basse.
31 dicembre: fronte caldo sulle Alpi con ulteriori nevicate ma netto rialzo termico in montagna e quota neve in rialzo sin verso i 1500m a partire da ovest.

CAPODANNO: abbastanza tranquillo con nubi in aumento al nord e sulla Toscana. 

2 gennaio 2012: perturbazione in transito al nord e sulla Toscana con piogge sparse e qualche nevicata oltre i 900-1000m. Fenomeni comunque piuttosto deboli, spesso a carattere di pioviggine.

3, 4 gennaio 2012: sostanziale tenuta del tempo.

5-6 gennaio 2012: sfuriata di un fronte freddo sul nord-est con rovesci di neve su Alto Adige e forse Dolomiti, Carnia e Tarvisiano, non escluso un veloce interessamento di Romagna, Marche, Abruzzo e Molise ma da confermare.

7 gennaio: alta pressione in rinforzo e bel tempo ovunque.
 


Autore : Alessio Grosso

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