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Uno "scudo spaziale" ci traghetterà verso il grande freddo?

L'anticiclone delle Azzorre potrebbe siglare un patto d'acciaio con quello russo e costringere mezza Europa e l'Italia a battere i denti.

La sfera di cristallo - 17 Gennaio 2006, ore 16.28

La fine del mese è ancora lontana e vi sarete chiesti come mai MeteoLive insiste così tanto con questo tormentone del grande freddo. Lo facciamo con cognizione di causa perchè da tempo non si assisteva a manovre così importanti nelle zone stratosferiche polari. La formazione infatti di un'anomala figura di alta pressione in quota sulle zone polari costringerà il padrone di casa, cioè il Vortice Polare sarà costretto a dividersi in due o tre parti e a dirigersi verso le latitudini più basse. Si verificherà insomma una sorta di "diaspora" e il grande freddo potrà colpire in modo anomalo diverse zone dell'emisfero boreale, tra cui l'Europa centro-orientale ed in parte il Mediterraneo. Come dice una famosa pubblicità di condizionatori però per fare il freddo basta l'anticiclone russo ma per fare il superfreddo paradossalmente ci vuole un patto d'acciaio con una figura diametralmente opposta, anche se si tratta di due facce della stessa medaglia. Questa figura opposta si chiama ALTA PRESSIONE DINAMICA, cioè un anticiclone a cuore caldo, quale ad esempio è l'anticiclone delle Azzorre. Un patto d'acciaio tra questi due anticicloni appare ogni giorno più probabile, dapprima appena abbozzato, poi più netto alla fine del mese. La sua utilità è costituita dal fatto che così isolerà l'Europa centrale ed orientale dalle miti correnti atlantiche. Inoltre l'alta pressione ha in sè una marcata tendenza ad invertire le correnti di moto, nel senso che il suo movimento rotatorio orario spinge le masse d'aria della sua parte meridionale da est verso ovest. Sarà proprio di questo gancio che si servirà il nucleo gelido per venir a far visita all'Europa centrale e forse a parte dell'Italia intorno alla fine del mese. Il borsino vede oggi, per la prima volta le probabilità di freddo giocarsela alla pari con quelle di un tempo più mite. Ricordiamoci infatti che nonostante tutti i discorsi che abbiamo fatto, BASTERA' un NULLA nei prossimi giorni per stravolgere questa previsione, nella quale in ogni caso credo moltissimo. Dunque: 50% freddo, 50% tempo mite, per il momento ci fermiamo qui ricordandovi comunque che sino a sabato godremo tutti di una parentesi di tempo un po' più mite, anche sul settore alpino, martoriato dal freddo in questa prima quindicina di gennaio. SINTESI PREVISIONALE sino a MARTEDI 24 gennaio: mercoledì 18 gennaio: migliora al nord salvo residui addensamenti, foehn mite nelle vallate alpine, al centro-sud spesso nuvoloso con deboli piogge sparse, miglioramento anche sulla Toscana e la Sardegna dal pomeriggio. Temperature in rialzo. giovedì 19 gennaio: al nord sereno ma con possibili nebbie in pianura dalla serata, al centro variabile in miglioramento, al sud nuvoloso con piogge sparse su Molise e Puglia ma con tendenza a miglioramento. Temperature stazionarie. venerdì 20 gennaio: dapprima soleggiato ovunque salvo residui addensamenti sulle zone adriatiche e locali nebbie al nord, nel corso della giornata nubi alte in aumento sulle Alpi. Temperature in lieve calo. sabato 21 gennaio: passaggi nuvolosi su tutto il Paese, più importanti sul medio e basso Adriatico ma con basso rischio di fenomeni, maggiori schiarite sul Tirreno ma anche nubi in aumento sulla Sicilia per l'influenza di una depressione africana. temperature stazionarie. domenica 22 gennaio: sul Molise, la Lucania e la Puglia il tempo peggiore con instabilità e rovesci di neve in Appennino, nuvole anche sul medio Adriatico, per il resto tempo buono ma temperature in calo con venti da NE moderati. lunedì 23 gennaio: ancora variabilità sulle regioni adriatiche, qualche rovescio nevoso sulla Puglia, per il resto soleggiato, sempre freddo sui versanti orientali. martedì 24 gennaio: Bora in intensificazione sul Golfo di Trieste, un po' di nuvole sulle zone adriatiche, per il resto soleggiato, solite nebbie o strati bassi possibili al nord e nelle valli del centro.

Autore : Alessio Grosso

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