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Una perturbazione "spazzolerà" l'Italia fino al weekend, poi la parola torna al grande nord

L'intervento dell'Atlantico ci sarà ma non durerà a lungo: già tra martedì 9 e mercoledì 10 un nuovo blocco delle correnti occidentali costringerà un lobo del vortice polare a ridiscendere sull'Europa e a interessare in parte anche l'Italia.

La sfera di cristallo - 4 Febbraio 2010, ore 15.42

Adesso i conti tornano. Se fino a ieri, e l'avevamo anche sottolineato su queste pagine, notavamo una strana e contraddittoria disgiunzione tra l'andamento degli indici atmosferici e le carte sinottiche tradizionali, ora tutto torna a quadrare, e la cosa conferma di fatto la bontà dei dubbi che a suo tempo avevamo espresso in proposito. Cosa è successo nel frattempo? E' successo che le nostre carte sono riuscite ad assimilare due cose molto importanti: 1) l'azione di riscaldamento ancora in atto nella stratosfera polare, con relativa forzante in propagazione verso le quote inferiori dove il vortice polare risulta ancora spaccato in più lobi. 2) l'azione energizzante profusa dalla circolazione subtropicale entro il pallone anticiclonico atlantico, in virtù di un passaggo di fase dell'indice temporalesco subequatoriale. La questione, detta in questi termini, sembra forse un po' complicata ma il meccanismo invece è molto semplice: l'anticiclone atlantico, scaldato dal bracere subtropicale, si ergerà a blocco delle correnti occidentali e punterà l'Islanda con l'intenzione (non ancora accertata però) di infilare una nuova pedata al vortice polare. Bloccata la via atlantica, le correnti si disporranno secondo i meridiani e un lobo del vortice polare inizierà a imboccare la collaudata via scandinava per scivolare lungo il bordo orientale dell'alta pressione e pervenire sul cuore dell'Europa intorno al 10 febbraio. A questo punto altre forzanti entreranno in gioco e le ipotesi pertanto si sdoppiano come segue: 1) se questa saccatura orienterà il suo asse verso sud-ovest (probabilità al momento del 55-60%) il fulcro del freddo stazionerà sull'Europa centrale e interesserà parzialmente anche l'Italia settentrionale. 2) se la stessa saccatura orienterà invece il suo asse verso sud-est (probabilità al momento del 40-45%), il nucleo freddo si insedierà sull'Europa centro-orientale e potrebbero venire maggiormente convolte le nostre regioni centro-meridionali. Il target di questa nuovo exploit dell'inverno è fissato tra il 10 e il 15 del mese. Fino ad allora, quanto espresso nella nostra attuale chiacchierata, incontrerà diversi bivi e con essi diversi saranno anche gli aggiustamenti che strada facendo vi proporremo. Molti i percorsi atmosferici aperti e percorribili quindi, tranne uno: quello anticiclonico. Ciò sta a significare che non avrebbe senso abbassare la guardia a metà febbraio; certo, non ci troveremo assolutamente a vivere un evento epocale, ma prima che la nuova stagione sbocci, dovremmo rimaner seduti e ascoltare quello che l'inverno, bello o brutto che sia, ha ancora da dirci. SINTESI PREVISIONALE FINO A GIOVEDI 11 FEBBRAIO VENERDI, 5 FEBBRAIO 2010 Moderato maltempo al centro-nord e dalla sera, anche su Campania e Calabria tirrenica, con precipitazioni diffuse. Nevicate nella notte e al mattino fino in pianura sul nord-ovest, per il resto fiocchi in salita fin verso i 400-600 metri su Alpi e Appennino ligure, intorno a 1200-1400 metri sul settore toscano e umbro-marchigiano, a 1500-1700 metri sul tratto laziale, abruzzese e fino a 1800 su quello molisano. Prima di sera fiocchi in arrivo fin verso i 1700-1800 metri sul tratto campano, potentino, Sila e Aspromonte. Freddo moderato, più avvertito al nord. SABATO, 6 FEBBRAIO 2010 Migliora al nord-ovest, Emilia, Sardegna, Toscana, coste laziali e Puglia, con ampi rasserenamenti. Per il resto tempo instabile, con precipitazioni intermittenti su Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e coste della Campania. Nel pomeriggio torna a coprirsi anche sulla Puglia. Quota neve in progressivo calo sul comparto adriatico centrale fino al Gargano, con qualche fiocco che in serata arriverà fin verso i 400-500 metri, localmente anche più in basso sulle Marche. Sempre in serata nuovi rovesci in arrivo su Sardegna, Campania, Calabria tirrenica e nord Sicilia, con nevicate mediamente iontorno a 1200 metri sul settore peninsulare e sulla Sardegna, fin verso i 1400 sulla Sicilia. Nuovamente più freddo per venti settentrionali al centro e al sud. DOMENICA, 7 FEBBRAIO 2010 Instabile su regioni adriatiche, est Umbria e meridione, con qualche precipitazione residua, nevosa in Appennino intorno a 500-600 metri. Fiocchi sugli 800-1000 metri in Calabria e fin verso i 1200 sui monti settentrionali siculi. Altrove prevalenza di sole. Temperature in contenuto aumento al nord, sulle regioni tirreniche e sulla Sardegna. LUNEDI, 8 FEBBRAIO 2010 Ancora diversa nuvolaglia sulle regioni adriatiche, Calabria e sul nord della Sicilia, ma con bassa probabilità di fenomeni. Bello altrove ma con nubi in aumento nel corso della giornata sulla Sardegna, senza rischio di pioggia. Moderatamente freddo. MARTEDI, 9 FEBBRAIO 2010 Nuove nubi in arrivo da ovest, con tempo grigio su Isole Maggiori, regioni tirreniche e al nord. Qualche precipitazione attesa sulle Isole, mentre spruzzate di neve si faranno avanti sulle Alpi occidentali. Meno freddo al centro e al sud. MERCOLEDI, 10 FEBRAIO 2010 Ultimi rovesci al sud, con tendenza a temporaneo miglioramento. Almeno in parte soleggiato sul resto d'Italia, con temperature stazionarie su valori medi stagionali. GIOVEDI, 11 FEBBRAIO 2010 Nuovo peggioramento, con precipitazioni a iniziare dal centro-nord, in estensione entro sera anche al sud. Nevicate a quote basse su Alpi e nord Appenino. Nuovamente più freddo al nord.

Autore : Luca Angelini

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