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Sarà vera lotta fra inverno e primavera

Ancora evidenti e repentini mutamenti della circolazione generale dell’atmosfera porteranno a dirette conseguenze anche sul tempo della nostra Penisola

La sfera di cristallo - 7 Marzo 2003, ore 16.50

L’anticiclone delle Azzorre continua ad essere inquieto e non riesce a starsene fermo: arriva sul Mediterraneo, si lega con un suo “collega” sulla Russia, torna indietro verso l’Atlantico e poi si spinge verso nord, fra le Isole Britanniche e l’Islanda. Probabilmente il cambio di stagione sta avendo conseguenze anche sulla sua stabilità di posizione, visto che oltretutto la sua naturale antagonista, la depressione d’Islanda, sta facendo di tutto per conquistare territori sempre più vasti verso l'Europa. Non a caso nella giornata di domenica il ciclone atlantico raggiungerà valori di pressione di tutto rispetto, con un minimo fra 945 e 955 hPa poco a sud dell'Islanda, una punta che non si vedeva da diverso tempo; tale potenza sarà dovuta anche al contrasto fra aria artica pompata direttamente dalla Groenlandia verso sud ed aria di origine tropicale in risalita verso le Isole Britanniche. Proprio quest’ultima massa d’aria contribuirà a far rallentare ulteriormente le correnti d’alta quota, costringendole ad ondulare ancor più accentuatamente nel senso dei meridiani; ecco che allora fra martedì e giovedì prossimo l’anticiclone delle Azzorre ne approfitterà per spingersi verso Irlanda, Inghilterra e Germania, dove poi si stabilirà nei giorni successivi, tentando di allungare un braccio verso est (dove si staglierà l'anticiclone Russo), ed un'altro verso sud, sul Mediterraneo centrale. Quest’ultima parte del suo progetto è la vera incognita che riguarda la seconda parte della prossima settimana: se l’anticiclone riuscisse a spingersi fin sul Mediterraneo allora avremmo tempo buono, stabile e relativamente mite; se invece l’Italia dovesse rimanere inserita in una depressione (ipotesi più probabile), allora si manifesterebbero venti piuttosto forti dai Balcani e dalla Russia (Paesi attualmente ancora molto freddi per il periodo) che porterebbero ad una certa instabilizzazione dell’aria, con nubi temporalesche più probabili sui mari occidentali italiani. Chiaramente si avrebbe anche un deciso calo dei valori termici e di conseguenza la neve cadrebbe a quote molto basse, ma dato che è comunque difficile valutare una siffatta situazione a 7 giorni di distanza, per quanto riguarda una analisi a lungo termine vi rimandiamo a lunedì prossimo, quando probabilmente sarà possibile tracciare una linea di tendenza definitiva per l'evoluzione del tempo da giovedì prossimo in poi.

Autore : Lorenzo Catania

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