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La "Sfera" mette a nudo le debolezze dell'anticiclone

Troppo dinamisco da parte delle depressioni mette a dura prova le migrazioni anticicloniche verso nord.

La sfera di cristallo - 22 Novembre 2000, ore 13.08

Insomma, cari amici, é tutta colpa dell'anticiclone se invece del primo freddo invernale, ci siamo trovati coinvolti in piogge stile tropicale e imbattuti in uno Scirocco da "thé nel deserto". Beh, insomma, diciamo che lui l'idea di farsi un bel viaggetto nel grande nord l'aveva avuta, ma una volta giunto a metà strada, si era fatto travolgere e surclassare dalla furia delle depressioni che dall'Atlantico avanzavano verso l'Europa. I suoi slanci generosi, non hanno trovato conferma in una conseguente irruzione d'aria fredda di origine polare destinata alle nostre regioni che, dopo una prima crisi, avrebbe stemperato la temperatura del mare, portato il freddo anche in pianura e limitato i rischi alluvionali. L'Islanda in definitiva non è cosa per lui, caro il nostro anticiclone, non la sa conquistare: eccessiva la frequenza e la forza delle depressioni che gli rompevano ogni volta i "promontori"!!! Dobbiamo però essere onesti: anche il suo collega russo, dall'altra parte del continente é di una timidezza sconcertante, viene avanti a piccoli passi, poi si ritrae, infine gioca a fare il fantasma. Tuttavia il clima russo si presta a questi giochetti: non é detto che una figura anticiclonica di origine termica permanga al suolo trovando rispondenza in quota, ove invece può anche insediarsi una figura opposta. Dunque non facciamoci ingannare troppo da improvvisi rialzi pressori sulla Siberia, non sempre questi sono in grado di produrre ripercussioni sull'Italia, se non in certe occasioni che non è questa la sede per approfondire. Un regalino però i Balcani lo faranno presto alle regioni meridionali e al versante adriatico; dopo il transito della perturbazione "Circe" al nord, si instaureranno infatti correnti di Bora sul medio-adriatico, rafforzando il minimo depressionario collegato al fronte. Sul sud questa situazione insisterà fino a domenica sera provocando rovesci e temporali, la neve scenderà sull'Appennino fin verso 1000 m sul versante adriatico e 500 m più su sui monti calabri e siculi. Da lunedì vige parecchia confusione tra i modelli, ma due sono gli elementi importanti: 1 la continua spinta delle depressioni verso l'Europa, che origineranno una probabile corrente a getto moderata occidentale diretta alle bassi latitudini, stante la posizione dell'alta pressione delle Azzorre, che solleverà la testa senza prendere pieno possesso del Mediterraneo 2 il rafforzamento dell'alta russa, che fungerà da blocco alle depressioni, raggiungendo valori attorno a -20°C alla quota di 1500 m. Contemporaneamente però accadrà forse un terzo evento, tutto da verificare: l'ennesimo viaggio dell'anticiclone verso l'Islanda, sua meta agognata, provocherebbe l'irruzione di un minimo barico associato ad aria particolarmente fredda proprio sul bacino del Mediterraneo, non potendo esserci sfogo ad est. Speriamo di non avervi annoiato troppo ma gli elementi su cui discutere ci sono tutti.

Autore : Alessio Grosso

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