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L'Italia attira su di sè il maltempo

Non succede spesso che il maltempo si infili così spesso nello Stivale e metta radici. Sembra quasi che quest'anno sussista sul Mediterraneo una falla barica, una sorta di calamita che attira su di noi i corpi nuvolosi. Dunque altro maltempo in vista, almeno sino a metà mese e nuove occasioni per la neve a basse quote al nord.

La sfera di cristallo - 9 Dicembre 2008, ore 15.46

Poco freddo, molto maltempo e molta neve: così si sta presentando questa fase iniziale dell'inverno 2008-2009. Ritroviamo allora le Alpi magicamente innevate come non ricordavamo da molti anni ad inizio dicembre, ma si difende bene anche l'Appennino settentrionale, se pensiamo ad esempio a quanta neve è presente all'Abetone. Piogge e temporali hanno poi colpito tutta la Penisola, mandando quasi al tappeto la Sardegna. Le saccature che, per diversi anni, facevano davvero gli straordinari per mettere un piede nel Mediterraneo, ora si presentano al nostro cospetto con estrema facilità e le depressioni ormai non si contano più. Certo da nord-ovest non è che possa arrivare un grande freddo, specie se il passaggio dei fronti è preceduto dalle correnti miti di Scirocco. E ora ci attende un'altra fase pirotecnica: altra abbondante neve sulle Alpi con rischio di valanghe che diverrà nuovamente forte o molto forte, un'altra imbiancata in vista per Torino, Milano e molte altre città del nord-ovest, una Sciroccata di notevole intensità, acqua alta a Venezia e poi tanti temporali al centro-sud. La ferita è aperta: l'alta pressione arranca. La falla barica portoghese, così come l'avevamo ribattezzata negli ultimi anni, quell'anomalia pressoria negativa che catturava tutte le saccature privando l'Italia di preziose piogge, si sta trasformando in falla barica mediterranea con episodi di maltempo in serie. Venerdì, con lo spostamento della depressione verso levante, affluirà su di noi aria piuttosto fredda, che avrà il merito di preparare il terreno per un altro ingresso perturbato: l'ennesimo sistema frontale è infatti previsto transitare sull'Italia tra domenica 14 e lunedì 15 con risvolti nevosi sino in collina sul settentrione. Vortice polare e corrente a getto stanno comunque per produrre il massimo sforzo così da evitare almeno per un po' nuovi scambi di calore mantenendo il flusso perturbato atlantico nel nord del Continente. Forse per un po' ci riusciranno dopo la metà del mese ma il destino della stagione per ora sembra segnato: altri inevitabili rallentamenti andranno a sospingere verso di noi altre saccature e prima o poi, specie se dovesse svegliarsi l'anticiclone russo, il freddo potrebbe arrivare davvero e, non solo al nord, ma anche al centro-sud e non certo da nord, ma dai quadranti orientali. Insomma come vedete c'è molta carne al fuoco in questa stagione promettente ma anche estenuante per i previsori, costretti a rinoorrere costantemente e quasi in apnea gli aggiornamenti dei modelli. SINTESI PREVISIONALE SINO A MARTEDI 16 DICEMBRE 2008: Mercoledì 10 dicembre: al nord coperto con nevicate abbondanti sulle Alpi sin nei fondovalle e al mattino anche su pianura piemontese, sull'ovest Lombardia e sull'Emilia fino al Parmense. In seguito trasformazione in pioggia con limite in rialzo sin verso gli 800m su centro-est Alpi e 400-700m su ovest Alpi. Al centro-sud tempo molto nuvoloso con precipitazioni sparse, anche temporalesche, nevose solo sulle cime più alte dell'Appennino. Sciroccata intensa, acqua alta sulla Laguna Veneta, temperature in calo al nord nei valori massimi, in aumento altrove. Giovedì 11 dicembre: maltempo diffuso su tutta la Penisola con circolazione ciclonica dei venti, ulteriore rialzo delle temperature al nord e sull'Adriatico con limite della neve sempre più alto sulle Alpi (700m ad ovest, 1200-1400m su Prealpi centro-orientali, 800-1000m su Alpi centro-orientali). In serata Maestrale forte sulla Sardegna con possibili rovesci, nevosi oltre i 1000m. Temperature in calo dalla sera sul versante tirrenico. Venerdì 12 dicembre: ancora tempo perturbato ovunque con temperature in graduale diminuzione e neve sulle Alpi oltre i 700-1000m, sull'Appennino oltre gli 800-1000m, possibili temporali anche forti al centro-sud, in giornata attenuazione dei fenomeni sul nord-ovest. Sabato 13 dicembre: ancora tempo instabile su nord-est e regioni adriatiche al mattino con neve oltre i 600-700m, schiarite altrove ma con temperature in generale calo, specie sulle Alpi occidentali. Domenica 14 dicembre: nuovo peggioramento al nord e sulle centrali tirreniche con neve oltre i 600m al settentrione e sui 700-900m su Appennino centrale ma con limite in rialzo dal pomeriggio. Tempo ancora asciutto altrove con schiarite ma con peggioramento dalla sera. Lunedì 15 dicembre: tempo ancora perturbato su tutta la Penisola con piogge sparse, quota neve sui 700m su ovest Alpi, 1000-1200m sui restanti settori alpini e oltre i 1300-1500m in Appennino. Martedì 16 dicembre: cenni di generale miglioramento.

Autore : Alessio Grosso

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