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L'inverno vero gioca le sue ultime carte

Dopo il moderato episodio perturbato previsto al centro-sud per il fine settimana, a metà della prossima settimana forse toccherà al nord riassaporare il gusto della neve fino a bassa quota, prima che la stagione invernale ufficiale possa dirsi conclusa.

La sfera di cristallo - 14 Febbraio 2003, ore 16.24

Se avrete il coraggio di arrivare in fondo a questa "sfera" chilometrica, forse riuscirete a chiarirvi un po' le idee sul tempo che vi aspetta nei prossimi giorni e sulle figure bariche protagoniste del palcoscenico europeo. La zona anticiclonica presente sull'Europa centrale rimarrà stazionaria sino a lunedì, favorendo sul suo bordo meridionale l'avvezione di aria fredda dalle pianure russe in direzione del nostro Paese, grazie anche al richiamo operato dalla depressione "CLEOPATRA" in movimento dal nord Africa verso il Mar Jonio, che nel fine settimana interesserà prevalentemente le nostre regioni centro-meridionali con nubi e precipitazioni. Il ramo occluso di tale depressione tenterà di risalire lo Stivale, approfittando della formazione di un vortice freddo in quota che andrà posizionandosi all'altezza dell'alto Tirreno. In questo modo anche il versante tirrenico potrà godere di qualche precipitazione, anche a carattere nevoso sino a quote basse, sia pure modesta, tra domenica sera e lunedì mattina. Al sud l'afflusso di aria temporaneamente più mite dai quadranti meridionali dovrebbe determinare un rialzo del limite delle nevicate oltre i 700-800 m. Aggiungiamo poi che l'accumulo di aria temporaneamente umida e fredda contro il pendio piemontese, il versante padano dell'Appennino Ligure e l'Appennino emiliano favorirà deboli fioccate anche su queste zone; sul resto del nord i fenomeni risulteranno sporadici o totalmente assenti. Lunedì pomeriggio il tempo migliorerà temporaneamente quasi ovunque. Nel frattempo accadranno due cose importantissime. L'Atlantico darà segni di risveglio con una corrente zonale ovest-est piuttosto tesa che dalle coste canadesi raggiungerà l'ovest del Continente europeo, pilotando verso l'Islanda una depressione di 970 hPa. La corrente a getto però rallenterà quasi subito divenendo sinuosa e dando luogo ad una ondulazione, (la classica onda di Roosby). La presenza dell'alta pressione sull'Europa centrale costringerà il flusso del getto a biforcarsi. Un ramo, quello che diventerà fondamentale per noi, scivolerà da WNW verso le isole maggiori. Contemporaneamente la presenza del vecchio vortice freddo tra il Golfo del Leone e la Costa Azzurra aggancerà la saccatura atlantica in cui sarà ospitata la perturbazione che mostriamo nel disegno. Nascerà così come spesso avviene in questi casi un minimo chiuso che raggiungerà il Mediterraneo originando un peggioramento su tutta Italia, più importante tra giovedì 20 e venerdì 21 febbraio. E l'alta pressione dove andrà, sarà sconfitta dal flusso zonale atlantico? No! Perchè la zonalità andrà proprio ad impattare questo muro provocando proprio quella divisione del getto di cui sopra. Sarà però ancora utile a far affluire aria nuovamente fredda in direzione del nord Italia, della Toscana e del nord delle Marche, irrobustendo così il cuscino freddo atto poi ad ospitare delle possibili nevicate anche a bassa quota. Per la verità già prima dell'arrivo della depressione aria più mite in quota scorrerà sull'aria fredda che soffierà nei bassi strati, magari anticipando a mercoledì sera le prime cadute di neve sul settentrione. In definitiva grazie ad alcune fortunate combinazioni sarà il nord a poter a riprendere confidenza con la neve, anche se nella prima fase potremmo avere fiocchi a bassa quota anche sulla Toscana. E da sabato 22? L'incapacità del flusso atlantico di abbattere con maggiore convinzione l'alta pressione europea, ormai completamente dinamicizzata e dunque a "cuore caldo" e pertanto molto robusta, lascerà l'Italia nel bel mezzo di una appassionante contesa con la temperatura che comunque aumenterà sempre più, venendo meno l'apporto gelido da est, proprio a causa di questa dinamicizzazione anticiclonica e dello spostamento dei suoi massimi verso Romania, Bulgaria, Repubblica Slovacca ed Ungheria. Insomma due zampate invernali, un po' di neve anche per le Alpi ma con grande fatica tra giovedì 20 e venerdì 21, sul resto d'Italia in questa occasione, a parte le eccezioni citate, la quota neve andrà innalzandosi dai 600 m di partenza ai 1100 m di venerdì. Si tratta ovviamente solo di ipotesi signori, il nome di questa rubrica altrimenti sarebbe diverso. Colgo l'occasione per salutarvi. Nei prossimi giorni a farvi compagnia con questa rubrica e con MeteoLive ci saranno i miei colleghi. A prestissimo.

Autore : Alessio Grosso

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