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Il freddo quest'anno parla scandinavo

Si profila una svolta clamorosa per il tempo di mezza Europa e in parte anche del nostro Paese. Venerdì caldo estivo al sud? Basta aspettare lunedì 26 e potremmo ripiombare tutti in pieno inverno.

La sfera di cristallo - 19 Marzo 2001, ore 16.50

E' con piacere che vi invitiamo a discutere sugli eventi meterologici che potrebbero lasciare una traccia indelebile in questa utima decade di marzo che ci apprestiamo a vivere. Guardate voi stessi lo scenario che vi proponiamo: esso potrebbe essere solo l'inizio di un autentico "terremoto" invernale che metterà a soqquadro l'Europa. Volevate mettere i cappotti in naftalina, beh, soprattutto al centro-nord vale la pena di aspettare. La sfera oggi getta uno sguardo all'orizzonte e vede, dopo un periodo decisamente anonimo, umido per il nord e caldo per il centro-sud con valori quasi estivi dovuti ad una rimonta anticiclonica subtropicale, un drastico, sensibile, subitaneo, imperioso ed inopinato crollo delle temperature su quasi tutta l'Europa centrale e certamente anche sull'Italia. L'analisi al suolo, volutamente semplificata per arrivare a farsi comprendere da tutti, mostra una depressione in allontanamento sull'Europa dell'est al suolo, un anticiclone con un massimo sulla Norvegia. L'Italia sembra in "terra di nessuno" in realtà sta subendo i refoli gelidi che arrivano da Arcangelo, San Pietroburgo, Riga, Vilnius. Sulla Carelia in quota è presente una figura depressionaria contraddistinta da aria molto fredda ma al suolo la pressione è più alta perchè fa freddo. L'aria fredda è più densa e più pesante della calda e fa aumentare la pressione al suolo. Pensate che a 1500 sui Timani vi saranno -18°C, ad Arcangelo sulle coste del Mar Bianco si avrà la stessa temperatura o anche inferiore. Insomma una sorta di isotermia o lieve inversione che la dice lunga sul gran freddo che farà lassù. Ma quel freddo non vuole restare fermo in loco, ma vuole avanzare minacciosamente verso sud. Ecco allora cosa accadrà. Dietro alla depressione in fuga verso l'Ucraina, l'aria fredda determinerà gelate sulla Pianura Padana portando a -8°C tutto l'arco alpino ad una altezza di 1500 m. Il 27 giunge un'altra intensa depressione da ovest e colloca un minimo sulle regioni settentrionali, attenuando per alcune ore l'influsso dell'aria artica, poi segue la stessa sorte della prima, richiamando nelle retrovie altra aria da freezer, in modo ancora più marcato che nella prima occasione. A questo punto è lecito chiedersi: vi saranno conseguenze dal punto di vista delle precipitazioni? Certamente si, ma è ancora difficile capire bene dove si collocheranno; domani affineremo la previsione se le carte dovessero confermare il tutto. La cosa che preoccupa di più è l'impatto ambientale su una vegetazione già esplosa che rischia di subire le classiche gelate tardive.

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