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Forte vento sull'Europa, gelo negli Usa, caldo in Australia, Italia nel limbo...

Sulla nostra Penisola giornate piuttosto miti e moderatamente ventilate. Nessuna novità sino a venerdì, in seguito fase più fredda con venti settentrionali e anche qualche episodio nevoso sull'Appennino centro-meridionale.

La sfera di cristallo - 12 Gennaio 2004, ore 17.16

Ad osservare quanto accade nel resto d'Europa e nel mondo, sull'Italia c'è di che stare allegri; sul nostro Paese la situazione, almeno quella meteorologica, è relativamente tranquilla. Le forti correnti occidentali che stanno investendo ed investiranno l'Europa centrale tra stanotte e le prime ore di mercoledì, influenzeranno solo leggermente il tempo dello Stivale. Sul Mediterraneo centrale c'è sempre la parziale protezione dell'anticiclone delle Azzorre che sta letteralmente martoriando la Penisola Iberica, dove ci sarebbe bisogno di pioggia e dove invece le temperature risultano costantemente miti e il cielo troppo spesso è rimasto sereno nelle ultime settimane. Di fronte al gelo statunitense e la normale variabilità climatica del resto d'Europa, c'è davvero da chiedersi se l'anomalia più grossa prodotta dall'effetto serra, non si debba proprio riscontrare alle nostre latitudini, dove per assistere ad una settimana filata di gelo, e badate bene non di ghiaccio (temperature sottozero di notte e di giorno) ma di semplice gelo, si fa una fatica terribile e quando avviene si grida ormai al miracolo. D'estate invece tutto funziona: le settimane, spesso consecutive, con temperature che superano giornalmente i 30°C sono numerose. Se insomma l'estate è quasi sempre in forma, l'autunno funziona ancora, la primavera va ad intermittenza, è proprio l'inverno che si conferma alle nostre latitudini la stagione più deludente. Quest'anno per la verità abbiamo assistito al miracolo della neve abbondante sulle Alpi e tre nevicate quasi consecutive di un certo rilievo sull'Appennino meridionale, seguite però dal rapido rialzo dei valori termici. Potremmo anche non lamentarci se non fosse che in pianura l'inverno vero si è visto poco; peraltro si conferma il raffreddamento previsto per il prossimo fine settimana con la neve pronta a tornare a cadere sull'Appennino centro-meridionale a quote basse. Quella congettura formulata però nei giorni scorsi di un possibile blocco del flusso zonale atlantico a favore del Vortice Polare sembra ridimensionata e con essa anche la possibilità di una prolungata fase fredda. SINTESI PREVISIONALE SINO A LUNEDI 19 GENNAIO 2004: Martedì 13, mercoledì 14 e giovedì 15: annuvolamenti irregolari su tutto il Paese con possibili brevi piogge sulle regioni tirreniche e deboli precipitazioni nevose sulle zone alpine, specie i settori confinali. Fenomeni più importanti sull'alta Valle d'Aosta e nella zona di Bardonecchia-Frejus. Temperature in aumento, miti per la stagione, moderata ventilazione occidentale. Venerdì 16: nuvolosità in aumento su tutte le regioni a partire dal settentrione con possibili piogge sparse, isolati temporali sul Tirreno e brevi nevicate sulle Alpi oltre i 1000 m e sull'Appennino oltre i 1500 m. In giornata tendenza a miglioramento sul settore nord-occidentale dove si attiveranno correnti piuttosto fredde ma secche da nord-ovest (Foehn freddo). Sabato 17: sereno al nord e sulla Toscana con vento da nord, alrrove nuvolosità irregolare con isolati rovesci, più frequenti al sud. Limite delle nevicate sui 1000-1200 m sull'Appennino centro-meridionale, temperatura in calo, specie sulle Alpi. Domenica 18: nuvolosità irregolare sul Medio Adriatico e al meridione con rovesci sparsi, nevosi sull'Appennino oltre gli 800-1000 m e localmente anche a quote più basse su Marche ed Abruzzo. Altrove in prevalenza soleggiato con annuvolamenti lungo i crinali alpini di confine. Ulteriore generale calo della temperatura, specie al centro e al nord. Ventoso ovunque. Lunedi 19: temporaneo miglioramento ma ancora venti settentrionali con residui fenomeni sul versante adriatico e al sud e temperature stazionarie.

Autore : Alessio Grosso

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