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Con l'anno nuovo il Generale Inverno farà nuovamente la voce grossa: possibili nevicate al nord tra il 4 ed il 5 gennaio

Primi giorni dell'anno con temperature in sensibile calo, in seguito arrivo di una nuova depressione, con neve sempre più probabile (ma non ancora certa) sino in pianura al nord. In seguito ventaglio di opzioni e grande incertezza, stante un vortice polare più che mai addormentato.

La sfera di cristallo - 29 Dicembre 2009, ore 16.15

Come sembrano lontani gli inverni degli ultimi anni 80 e di gran parte degli anni 90 con quegli anticicloni subtropicali che troneggiavano sull'Italia per settimane, rendendo l'aria delle città immobile ed avvelenata, le nevicate e in genere le precipitazioni rare. L'indice NAO, calcolato in base alle differenze di pressione atmosferica che si registrano tra depressione d'Islanda e Anticiclone delle Azzorre, ci aiuta a ricostruire il passato e a guardare con maggiore ottimismo al futuro. Dopo la lunga fase negativa, associata a medie pressorie più basse della norma, registrata tra gli anni 50 e l'inizio degli anni 70, si è assistito ad alcune oscillazioni prima della forte impennata positiva che è proseguita quasi ininterrottamente sino alla fine degli anni 90, pur accusando alla fine un trend in lenta discesa. Durante questa fase si sono registrati gli inverni più secchi e spesso più miti del secolo scorso, ecco alcuni esempi, guardate che valori: 1989: +5,08 1990: +3,96 1992: +3,28 1993: +2,67 1994: +3,03 1995: +3,96 Ed ecco invece una certa inversione di tendenza a partire dagli anni 2000, con un ritorno ad ondate di freddo e nevicate più frequenti su tutte le nostre montagne, anche e soprattutto sulle Alpi, ma anche sulle pianure, specie al nord. 2001: -1,90 2002: +0,76 2003: -0,20 2004: -0,07 2005: 0,12 2006: -1,08 2009 -0,40 Quest'anno oltretutto il vortice polare appare eccezionalmente poco dinamico lasciando l'Europa in balia di se stessa, proprio nel momento in cui ci si aspetterebbe un grande dinamismo di questa figura. Ne è scaturito nella fattispecie un flusso perturbato atlantico basso, con depressioncine in viaggio da ovest verso est in direzione del centro Europa e in parte anche del Mediterraneo, accompagnate però da aria molto mite. Salendo di latitudine si ritrova invece l'inverno, con masse gelide quasi stazionarie che hanno preso possesso della Scandinavia ma che, a partire da Capodanno, saranno pronte a scendere verso sud, approfittando dell'effetto calamita offerto dalla depressione in movimento verso il centro Europa. Senza la depressione d'Islanda insomma l'inverno potrebbe approfittarne per piazzare una zampata degna del suo nome anche nell'area mediterranea. Si comincerà con un primo assaggio nel fine settimana, con maggiori effetti al nord, poi avremo un nuovo intervallo perturbato, con una depressione pronta a dispensare la neve avvettando aria umida su quella fredda che giacerà in Valpadana. Dietro quella depressione potrebbe aprirsi o uno scenario ulteriormente freddo con nuova brusca discesa delle temperature e la formazione di un anticiclone bloccante sul centro Europa pronto a spedircene addosso altra, oppure uno più mite ma ancora perturbato. Insomma tra due figure minori, in assenza della grande dominatore (il vortice polare appunto) potrebbe vincere il più convinto a prendersi il Mediterraneo e al momento i modelli scommettono ancora sulle depressioncine atlantiche, nonostante qualche segnale contrastante. Ne sapremo certamente di più nei prossimi giorni. Una cosa pare certa però: in virtù di quanto sopra esposto, non vi è traccia di anticiclone azzorriano o africano e dunque di stabilità per l'Italia. SINTESI PREVISIONALE sino a martedì 5 gennaio 2010: Mercoledì 30 e giovedì 31 dicembre: due perturbazioni in transito sull'Italia centro-settentrionale, la prima debole nelle prime ore di mercoledì con piovaschi e qualche nevicata sulle Alpi oltre i 600-900m ma con quota neve in graduale rialzo, la seconda giovedì pomeriggio con fenomeni localmente intensi tra Levante ligure e Toscana, neve oltre i 1500m sulle Alpi. Al sud fenomeni limitati alla sola Campania e ancora clima molto mite per la stagione. Capodanno 1° gennaio: un ultimo impulso perturbato a carattere freddo transiterà al mattino tra nord e regioni tirreniche, portando rovesci anche temporaleschi in movimento da ovest verso est e il ritorno della neve lungo la dorsale appenninica sin verso i 1000m, quota neve in calo anche sulle Alpi sino a 1200m, in giornata migliora al nord-ovest, poi sulla Sardegna, con ingresso del Maestrale. sabato 2 gennaio 2010: aria fredda e venti da nord in rinforzo ovunque, ancora qualche episodio di instabilità lungo la dorsale appenninica centro-meridionale con neve a quote collinari, sereno e terso al settentrione, salvo neve sui crinali alpini di confine con Austria, Francia e Svizzera. domenica 3 gennaio 2010: bello ovunque ma giornata fredda, attenuazione del vento. lunedì 4 gennaio 2010: peggiora al nord-ovest con neve sino in pianura in estensione a tutto il nord entro sera, peggiora su Toscana, Umbria e poi alto Lazio con neve sino a 300-500m ma in rapido rialzo, piovaschi sulla Sardegna. Incerto sul resto del centro, poco nuvoloso al sud. Freddo umido al nord, temperature in rialzo al centro-sud. martedì 5 gennaio 2010: ancora neve al mattino al nord, poi passaggio a pioggia in pianura a partire da est ma dal pomeriggio fenomeni in attenuazione, piogge sparse al centro, ma tende a migliorare a partire dalla Sardegna, incerto ma probabilmente asciutto al sud, temperature in lieve ulteriore aumento, più contenuto al nord.

Autore : Alessio Grosso

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