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Arriverà presto il tempo dei rovesci nevosi

Possiamo ancora sperare in un rendez-vous con l'inverno, ma bisognerà avere pazienza. Ora in pianura dominerà la pioggia.

La sfera di cristallo - 22 Gennaio 2001, ore 16.29

Questa sera prima di analizzare la situazione, vi invitiamo a riflettere sugli inverni del passato. Al passaggio dei fronti atlantici, quante volte è nevicato in pianura in gennaio? Risposta: solo quando l'imbuto termico in cui il fronte si inseriva favoriva il fenomeno. Due i casi: afflusso freddo e secco precedente da est e per il NW una fase postfavonica di tipo freddo. Rare le casistiche che sfuggono da queste semplici regoline. Se invece pongo la stessa domanda cambiando il mese e mettendo febbraio al posto di geannaio ed infilandoci anche la prima decade di marzo, il fattore termico non è più determinante, ma ne subentra un altro: quello dell'entità del fronte freddo. In inverno i fronti freddi sono tali solo sulla carta, in realtà a prevalere sono proprio i fronti caldi, cioè l'avvezione calda prevale sulla convezione fredda. In altre parole è più facile che su un cuscino d'aria fredda scorra orizzontalmente aria calda e umida, piuttosto che si generino moti verticali che diano origine a temporali o rovesci di neve. Nell'inverno avanzato invece e, nei paesi nordici, anche nella prima parte della primavera, divetano dominanti i moti convettivi e l'arrivo di fronti freddi su un territorio che comincia a scaldarsi, produce spesso importanti rovesci di neve anche a quote basse, talvolta fino in pianura. Il flusso zonale atlantico cade in un periodo dell'inverno non ancora favorevole a raffreddare i territori su cui esso è deputato a scorrere, pertanto al passaggio di ogni fronte il clima non si raffredda, anzi tende gradualmente a scaldarsi e a divenire saturo dell'umidità, nemica del freddo rigido. Questo è il tempo che ci attendiamo fino a sabato, ma qui entra la funambolica variante: già da venerdì le correnti non saranno più tese come la corda di un violino da ovest ad est, ma assumeranno dei serpeggiamenti più o meno marcati che riusciranno a favorire maggiormenti gli scambi verticali tra le diverse latitudini, determinando un leggero raffreddamento dopo il passaggio di ogni fronte, utile a far tornare a cadere la neve a quote sempre più modeste, essenzialmente al nord. Con l'inizio della prossima settimana un deciso rialzo della pressione lungo i meridiani tra il Portogallo e l'Islanda, potrebbe addirittura favorire una discesa d'aria fredda (non gelida) verso il Mediterraneo occidentale e dar vita ad una depressione piuttosto importante proprio sulle nostre regioni. In questo contesto, sarà la temperatura della massa d'aria che entrerà in gioco a dirci se si tratterà di neve o pioggia e la posizione del minimo a rivelarci quali regioni ne saranno maggiormente soggette.

Autore : Alessio Grosso

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