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A due passi dal grande gelo, a uno dalla solita routine

Tutte le ultimissime considerazioni sul potenziale periodo di gelo e neve in arrivo su molte regioni d'Italia. I nodi da sciogliere, i dubbi, cosa va e cosa non va.

La sfera di cristallo - 24 Gennaio 2012, ore 14.43

Prima di elencare quello che mi convince e non mi convince della potenziale situazione invernale estrema che potremmo vivere dal fine settimana, vi linko questo articolo giusto per far rimanere i giovani amanti del freddo con i piedi per terra:
http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/Il-tempo-che-NON-ha-mai-fatto-e-che-qualcuno-avrebbe-voluto-che-facesse/32478/
Lunga è infatti la lista degli eventi invernali mancati sul nostro Paese, cioè rimasti sulla carta.

Non perdiamo tempo però. Cosa funziona dell'impianto gelido proposto soprattutto dal modello inglese:
1 il fatto che per la prima volta dopo parecchi anni si riveda la figura dell'anticiclone russo affacciata sull'Europa, di natura prettamente termica, cioè sormontato al di sopra da una massa d'aria fredda, a tratti gelida.
2 che le colate gelide in discesa dal Polo siano possenti e vadano ad interferire in maniera netta con il flusso zonale atlantico in fase di stanca temporanea tra le prossime ore e l'inizio di febbraio.
3 la possibilità che finalmente si originino, anche senza grandi afflussi freddi, depressioni tali da colmare almeno in parte il deficit idrico che attanaglia molte regioni del nord e del centro Italia.
4 la possibilità che la colata gelida possa in qualche modo viaggiare a ritroso per molti km, sfruttando anche la negatività della quasi biennale oscillazione dei venti della stratosfera tropicale.
Da sapere: più il gelo si porta ad ovest durante queste occasioni e più l'Atlantico fatica a mangiarselo e dunque a rientrare in scena con la sua mitezza.
5 l'inceppamento di un vortice sull'Atlantico nel momento clou dell'irruzione fredda da nord-est. 

Cosa non funziona nell'impianto gelido proposto:
1 innanzitutto la mancanza di un vero e solido ponte anticiclonico Azzorre-Russia. Il che fa supporre che l'ingerenza atlantica possa risultare facile. Questo non significa che debba tradursi necessariamente in deleteria per il mantenimento di condizioni invernali, anzi potrebbe proporre nuovi risvolti perturbati e nevosi, ma questa possibilità non è così alta al momento.
2 fa paura la spinta della corrente a getto in uscita dal Canada che si osserva dal modello americano, soprattutto in tutte le corse alternative degli ultimi 3 run, dunque in almeno 40 corse su 60 proposte. Questo spazzerebbe via ogni progetto invernale estremo, portandoci della variabilità, magari a tratti anche perturbata, con intervalli anticiclonici, un tipo di tempo però cosiddetto di "routine".
3 non è piaciuta la difficoltà con cui i modelli hanno inquadrato e seguitano ad inquadrare (NGP su tutti) il distacco di quella goccia fredda nel fine settimana, responsabile delle possibili nevicate a bassa quota al nord. Molte volte infatti quelle termiche apparentemente fredde sono state riviste al rialzo nelle ultime 24 ore, facendo propendere per quote neve decisamente più alte.
4 l'affidabilità del modello inglese ultimamente è stata davvero bassa quando ha previsto freddo, così come quella degli altri modelli, quando invece la virata è stata su condizioni più normali o classiche, l'affidabilità è diventata molto alta. Per questo c'è diffidenza.

COSA SARA' DUNQUE PIU' PROBABILE?
Premesso che, come annunciato stamane in apertura di giornale, scioglieremo la prognosi mercoledì mattina, diamo qualche opzione importante.
A: si formerà con buona probabilità la depressione nel fine settimana dovuta all'affondo della saccatura più o meno marcato ma i fenomeni risulteranno deboli o al massimo moderati (Attendibilità: 65%), risultando nevosi sino a bassa quota al nord, magari a tratti anche in pianura ad ovest, ma è ancora da verificare.

B: arriverà dietro ad essa almeno la prima colata gelida tra il 30 e il 2 febbraio con conseguenze tutte da verificare (55%)

C: subito dopo vi sarà un'interferenza atlantica, non sappiamo ancora dire di che entità ma è molto probabile per il nostro team (60%).

SINTESI PREVISIONALE sino a MARTEDI 31 GENNAIO 2012:
mercoledì 25 gennaio: rovesci di neve su Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata sino a sfiorare i litorali, oltre i 300-500m su Calabria e Sicilia. Tempo in miglioramento altrove. Vento forte al sud, moderato al centro, in attenuazione al nord.

giovedì 26 gennaio: migliora al sud, freddo moderato ovunque, un po' di velature nelle Alpi, prime nubi sulla Liguria a fine giornata. Possibile ritorno della nebbia al nord.

venerdì 27 gennaio: primi annuvolamenti al nord ovest con qualche precipitazione sulla Liguria e poi sull'arco alpino occidentale, neve a quote collinari. Asciutto sul resto del nord con alcune schiarite, parzialmente nuvoloso in Toscana con locali precipitazioni nevose sulle Apuane. Più a sud bel tempo ma con nubi in aumento lungo il versante tirrenico. Temperature in lieve aumento.

sabato 28 gennaio: peggiora al nord con nevicate sino a bassa quota, probabilmente in pianura sul Piemonte, oltre i 300m altrove, peggiora anche sulla Toscana con piogge e qualche nevicata oltre i 600m, peggiora in Sardegna e poi sulla Sicilia con locali piogge e rovesci, altrove parzialmente soleggiato, valori massimi in calo al nord.

Domenica 29 gennaio: l'occasione per vedere un po' di neve al nord sino in pianura, specie sul settore occidentale, piogge sulle regioni centrali e peggioramento anche al sud, in estensione dalla Sicilia alle restanti zone, ma con fenomeni deboli o moderati. Limite neve in Appennino centrale sui 600-700m, oltre gli 800-1000m al sud.

Lunedì 30 gennaio: moderato maltempo con neve al nord in temporanea attenuazione, qualche nevicata sull'Appennino centro-meridionale a quote anche basse.

Martedì 31 gennaio: possibile nuovo afflusso di aria freddacon conseguenze tutte da valutare.


Autore : Alessio Grosso

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