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Se si avverasse? Una prima decade di marzo fredda ed invernale?

Uno sguardo ad alcune delle previsioni deterministiche più eclatanti uscite questa mattina dai 20 clusters perturbatori del modello americano. Cerchiamo un po' di inverno dentro le maglie previsionali.

Ipotesi estreme... - 20 Febbraio 2015, ore 11.45

Pur mantenendoci nel campo delle ipotesi POCO PROBABILI, quest'oggi spiccano all'occhio alcune delle previsioni alternative del modello americano, propense nel lungo periodo ad alcuni movimenti perturbati dalle caratteristiche piuttosto spiccate, sino a raggiungere vere e proprie dinamiche "antizonali", in grado quindi di veicolare aria continentale verso l'Europa occidentale ed il Mediterraneo. Diamo uno sguardo a queste previsioni ma ATTENZIONE, siamo nel campo delle probabilità, commentando in ogni caso linee di tendenza di scarsa affidabilità.

La prima previsione è riferita a giovedì 5 marzo, viene messo in evidenza la formazione di una zona anticiclonica "ibrida", sulla penisola Scandinava. Anticiclone ibrido significa essenzialmente avere un'area d'alta pressione che al livello del suolo trova ragion d'essere nella presenza di masse d'aria molto fredde, stratificate nei bassi strati atmosferici da imponenti inversioni termiche, mentre in quota prevale una componente dinamica che in questo caso risulterebbe esigua. In buona sostanza avremo a che fare con un pattern di SCAND+, foriero di maltempo e freddo invernale sull'Italia, con neve a bassa quota.

La seconda cartina è riferita a domenica 8 marzo, in questo caso viene addirittura mostrata una circolazione di tipo antizonale, con l'aria molto fredda continentale che invade l'Europa, determinando condizioni di tempo perturbato e freddo. Masse d'aria calda risalgono dall'oceano Atlantico verso l'Europa settentrionale e la penisola Scandinava, andando a generare il famigerato "ponte di Weikoff", quasi sempre presente nei grandi episodi di inverno europeo.

Questa linea di tendenza presenta una bassa affidabilità.

 


Autore : William Demasi

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