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Se si avverasse?

Ipotesi non tanto estreme, ma comunque sfavorevoli per apporti nevosi a sud delle Alpi e più favorevoli in Appennino.

Ipotesi estreme... - 21 Dicembre 2012, ore 10.55

Sembra di rivivere le festività natalizie del 2011, anche allora sperimentammo flussi mediamente occidentali, intervallati da correnti nord occidentali anche tese e da precipitazioni sui crinali alpini di confine e poi in Appennino. 

Il classico disgelo natalizio, quest'anno per la verità fin troppo intenso, sarà seguito ancora una volta da tanta variabilità, ma con la presenza sempre scomoda dell'anticiclone subtropicale, che renderà il tempo delle feste spesso insulso e in prevalenza mite.

Tuttavia, per la fine del mese, ecco presentarsi l'occasione per un affondo marcato da nord-ovest, un po' come quello che capitò all'Epifania del 2011, con veloce passata di precipitazioni, il sud delle Alpi in gran parte saltato e la neve pronta ad imbiancare il versante nordalpino e poi l'Appennino centro-meridionale a quote basse.

Non ci sarebbe nulla di estremo in questo, ma è comunque l'unica soluzione un po' sopra le righe proposta oggi dai modelli, non c'è niente di meglio insomma, se si eccettua un tentativo dell'aria fredda di infilarsi da nord-est per il 3-4 gennaio, ma questo presupporrebbe l'espansione dell'anticiclone verso nord con un parziale blocco delle correnti atlantiche.

Si tratterebbe oltretutto di una botta fredda temporanea, subito seguito da una nuova accelerata del getto. Insomma, per ora, non si vede la svolta stagionale che potrebbe portarci l'inverno crudo in casa, ma con un vortice polare così instabile e con una sua probabile divisione intorno alla fine del 2012, è probabile che le soprese siano davvero dietro l'angolo.

Se comunque si avverasse l'ipotesi perturbata evidenziata dalle mappe, ecco in sintesi cosa potrebbe accadere tra il 30 e il 31 dicembre:
1 veloce passaggio perturbato su tutto il nord, ma con pochi fenomeni in pianura, fenomeni più intensi su Alpi e Prealpi, specie sulle zone confinali con neve sin sotto i 700m.
2 formazione di una depressione al centro-sud con maltempo e neve a quote basse in Appennino sino a 500m, poi anche sino a 200m su medio Adriatico.
3 Miglioramento entro il primo gennaio 2013
 


Autore : Alessio Grosso

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