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INVERNO da est entro la seconda decade del mese?

Con l'arrivo del periodo a cavallo tra la prima e la seconda decade di gennaio, un graduale cambiamento dell'assetto barico in Europa e sull'Atlantico, avrà probabilmente il merito di avvicinare il Generale Inverno al Mediterraneo ed all'Europa con risultati però ancora incerti. Diverse previsioni emesse dai run alternativi del modello americano GFS, sposano la tesi della retrogressione da est. Ci sarà da crederci?

Ipotesi estreme... - 3 Gennaio 2014, ore 11.45

Vanno ormai attuandosi gli effetti del precondizionamento troposferico intervenuto con il superamento della famigerata soglia del NAM nel periodo a cavallo tra fine novembre ed inizio dicembre. Le forti vorticità legate ad un vortice polare che sinora si è presentato sempre piuttosto compatto, andranno gradualmente attenuandosi a partire già dalla prossima settimana. Che il flusso umido e perturbato atlantico attraverserà una fase di crisi, sarà evidente proprio sul Mediterraneo e sull'Europa centro-orientale grazie all'imposizione per una durata limitata di tempo, di una zona d'alta pressione "erede" di quel flusso così esasperato di correnti umide e tiepide occidentali che hanno tenuto sotto scacco l'intero Mediterraneo per oltre 30 giorni da inizio dicembre.

Il bacino del Mediterraneo per qualche giorno resterà nel limbo, a metà strada tra le correnti occidentali che non avranno più la forza di penetrare nel cuore dell'Europa e la nuova circolazione che, faticosamente, si svilupperà a partire dai settori settentrionali ed orientali europei. Il Generale Inverno preparerà le proprie pedine proprio a partire da questi settori del continente. Ancora risulta assai difficile comprendere in che modo esso intenderà lanciare la propria offensiva verso l'Europa ed il Mediterraneo, nemmeno siamo convinti che possa esserci un'entrata veramente trionfale.

Gli ostacoli che il freddo dovrà affrontare per arrivare sul Mediterraneo, quest'anno saranno particolarmente impegnativi. Essi sono rappresentati da un'ingente quantità di calore che è stato mantenuto ed immagazzinato dal sistema atmosferico durante queste lunghe settimane di atlantico teso e zonalità sparata sino al cuore della Russia. Occorre ricordare che su alcuni settori dell'est Europa, gli scarti positivi oltre la media hanno superato la soglia dei 10° gradi. In questo contesto le prime irruzioni di aria fredda, saranno con tutta probabilità "sacrificate" per divorare la calura residua che, nonostante il calendario, ha resistito egregiamente sino a questo momento.

Parte di questa calura verrà spesa proprio dalle prime incursioni d'aria fredda "retrograde" per generare vorticità positive nel cuore della Russia. Su diversi settori dell'Europa orientale, l'arrivo del primo freddo non acquisterà quindi delle caratteristiche secche ma potrà essere accompagnato da episodi nevosi, quasi come se fossimo ancora alla fine dell'autunno oppure all'inizio della stagione primaverile.

In seguito cosa succederà?

Quest'oggi vi proponiamo forse la conseguenza più estrema prevista da alcuni run alternativi emessi dal modello americano GFS. Tutti i run qui proposti, hanno in comune la presenza di una zona d'alta pressione ibrida protesa dalla penisola Scandinava alla Russia con aria fredda che verrebbe veicolata sull'Italia con moto retrogrado da est verso ovest.

Qualora le vorticità legate al flusso zonale non dovessero essere completamente soppresse, questa evoluzione potrebbe a tutti gli effetti divenire quella più probabile, con la formazione di una circolazione secondaria retrograda ed il flusso residuo di venti occidentali costretto a transitare molto a nord, verso le zone periferiche del Circolo Polare Artico.


Autore : William Demasi

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