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E se l'anticiclone finisse sul mar d'Islanda che succederebbe in Europa?

Cosa succederebbe sul nostro Paese ed all'intera circolazione atmosferica europea se l'anticiclone delle Azzorre isolasse un cut-off altopressorio sull'Islanda? Quest'oggi una corsa alternativa del modello americano GFS propone proprio questa ipotesi.

Ipotesi estreme... - 3 Dicembre 2012, ore 16.00

In questo periodo di generale confusione modellistica provocata dall'affermazione di un nuovo tipo di circolazione in Europa, i modelli iniziano ad ipotizzare quali possibili conseguenze potrebbe avere questo nuovo tipo di circolazione nella prima parte dell'inverno meteorologico. 

Quello che al momento appare abbastanza certo sarà il sostanziale fallimento del primo tentativo della stratosfera di stabilire un legame con quanto avviene il troposfera. Il famigerato rinforzo del Vortice Polare previsto tra il 10 ed il 15 di dicembre probabilmente non ci sarà od avverrà solo in minima parte. Ne conseguirà un tipo di tempo che sull'Europa risulterà tendenzialmente instabile con una tendenza ad un generale aumento del freddo soprattutto su Europa orientale e centrale. 

Quanto sta avvenendo tutt'ora a livello Europeo ed atlantico risponde a delle precise esigenze di compensazione termodinamica che l'atmosfera sta attuando dopo diversi mesi caratterizzati da un pressante regime ciclonico in sede europea occidentale. 

Previsione di inverno anticiclonico sull'Europa occidentale con freddo concentrato su Scandinavia ed Europa dell'est?

Possibile ma non certo. Diversi cluster alternativi del modello americano sono in sostanziale disaccordo con il timore di molti per quanto riguarda il destino di questo inverno nella sua interezza o di una parte di esso. 

Quest'oggi abbiamo deciso di prendere in esame una previsione alternativa del modello americano riferita al periodo tra la prima e la seconda decade di dicembre. 

Secondo questa previsione l'anticiclone delle Azzorre resterebbe "vittima" di una serie di processi da lui stesso innescati. Il costante scivolamento di masse d'aria fredda lungo il suo fianco orientale in direzione dell'Europa, finirebbe col favorire una graduale intromissione del freddo sin verso la penisola Iberica. Da qui prenderebbe corpo un graduale (e sofferto) calo dei geopotenziali che finirebbe con l'isolare una cella autonoma di alta pressione sull'Atlantico settentrionale. 

Così facendo l'aria fredda inizialmente nord-atlantica successivamente artica e poi forse continentale, favorirebbe un deciso calo della temperatura su tutta Europa con possibili ciclogenesi anche sul Mediterraneo occidentale, aree di bassa pressione in grado di regalare neve anche su diverse regioni di pianura del nord. 

L'ipotesi risulta attualmente poco probabile, tuttavia nel recente passato un buon numero di fasi fredde invernali hanno esordito con un flusso sparato di correnti nord-occidentali molto simili a quelle che ci interesseranno i prossimi giorni. 

Occorre infine sottolineare come l'ìpotesi avvallata da questa corsa andasse in sostanziale accordo con l'evoluzione prevista questa mattina dal run ufficiale del modello americano. 


Autore : William Demasi

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