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Domenica 25 neve su Alpi di confine e settori esteri, foehn in Valpadana, giovedì 28 neve in Valpadana?

Si tratta di un ipotesi estrema che è stata però emessa in evidenza questa mattina dal run ufficiale del modello americano GFS. Vediamo nel dettaglio che tipo di evoluzione viene prevista.

Ipotesi estreme... - 15 Novembre 2012, ore 12.30

In barba alle future previsioni di un graduale ricompattamento dell'indice NAM, da alcuni giorni il modello americano GFS subordinato a quello inglese ECMWF propone scenari a lungo termine che stringono l'occhiolino all'inverno ed ai primi cali bruschi della temperatura. Quello proposto quest'oggi dal modello americano pur con dinamiche ad ogni run differenti, a livello di evoluzione generale non si discosta poi molto da quanto previsto dalle corse precedenti.

Si conferma la possibile/probabile tendenza del tempo a proporre scenari gradualmente più invernali sull'Europa ed il Mediterraneo settentrionale entro la fine di novembre. Quest'oggi l'evoluzione prevista dal modello americano merita un articolo dedicato perche risulta veramente peculiare.

Vediamo di riassumere questo run in modo semplificato:

Secondo questa emissione il tempo atmosferico esaurita l'azione della depressione attualmente presente al meridione concederà una pausa generale su tutto il territorio italiano sino a giovedì 22 quando l'ultimo fronte perturbato della serie approccerà lo stivale ancora una volta da occidente portando un ultimo carico di precipitazioni.

Da sabato 24 si cambierebbe velocemente prospettiva. A partire da questa data è previsto infatti il graduale scivolamento ad est di una figura di bassa pressione che esporrebbe i versanti esteri delle Alpi a delle intense nevicate concentrate soprattutto su sabato 24 e domenica 25 novembre. Sui nostri versanti soffierebbe il vento di Favonio con atmosfera limpida e secca associata ad effimero riscaldamento della temperatura.

Successivamente il modello prevede l'instaurarsi di una circolazione ciclonica sull'Europa orientale che trasporterebbe aria gradualmente più fredda dai settori nord-orientali europei sin verso il centro Europa ed il bacino del Mediterraneo. Questa evoluzione consentirebbe così il primo sensibile raffreddamento invernale soprattutto sul medio - alto Adriatico e le regioni del nord. (Alpi e val Padana)

L'evoluzione prevista a fine run diventa forse ancora più estrema. Il modello prevede infatti il progressivo isolamento della figura di alta pressione in oceano Atlantico consentendo l'ingresso in Europa di un "bolide" freddo direttamente dalla penisola groenlandese. Andrebbe così a scavarsi una depressione in zona Iberica.

Il risultato più immediato di questa manovra sarebbe il sopraggiungere di aria più umida meridionale che scorrendo al di sopra di quella più fredda affluita precedentemente sulla val Padana, garantirebbe i primi episodi di neve a quote pianeggianti su val Padana occidentale.

Si tratta attualmente di un'ipotesi estrema e con bassa percentuale di realizzazione. Tuttavia appare abbastanza sicuro l'arrivo entro la fine del mese di un tipo di tempo più freddo governato non più da venti meridionali tiepidi e umidi, ma da una ventilazione settentrionale con tempo sicuramente più secco e soleggiato soprattutto per le regioni del nord.

Seguite gli aggiornamenti!

 


Autore : William Demasi

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