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Alla ricerca dell'inverno VERO: quando potrà sbloccarsi la situazione?

Il modello americano autorizza a pensare che possa esserci una risalita dell'anticiclone verso il nord Europa nella seconda decade di gennaio. Quanto è credibile?

Ipotesi estreme... - 2 Gennaio 2020, ore 10.28

Quando la situazione in pieno inverno è votata alla persistenza dell'anticiclone facile, gli appassionati cercano schemi barici che possano forzare il blocco e indurre rivoluzioni termiche sul Continente.

Un terreno fertile per questo tipo di esperimenti, che spesso (è doveroso ricordarlo) non trovano conferma nei fatti, sono le emissioni perturbatrici del modello americano.

Inserendo piccoli errori nei dati iniziali che vengono elaborati dal super cervellone con il classico sistema di equazioni che ci restituiscono poi gli elementi per formulare le previsioni, si può assistere a cambiamenti notevoli nel posizionamento delle figure bariche sul Continente.

Ad esempio nell'emissione che vi proponiamo oggi si nota la situazione iniziale media, prevista per il 10 gennaio che evidenzia ancora il dominio dell'alta pressione su quasi tutta l'Europa e tutto il vortice polare che "lavora" nel resto dell'emisfero boreale.

L'anomalia pressoria avrebbe però i giorni contati perché successivamente (da domenica 12 gennaio in poi) traslerebbe verso nord, attivando una colata d'aria gelida diretta dalla Russia verso l'Europa orientale e poi sul Mediterraneo, come mostra la sequenza qui in basso:

Il blocco gelido si muoverebbe poi a ritroso innescando tutta una serie di conseguenze: rottura del cordone ombelicale tra anticiclone europeo e radice africana, contatto ed interazione tra freddo russo e maltempo in arrivo dall'Atlantico. Ne deriverebbero situazioni di maltempo invernale con freddo e neve. Qui sotto la mappa con le temperature a 1500m previste per la metà del mese di gennaio.  

Nonostante diverse emissioni puntino su ribaltoni anche notevoli rispetto alla situazione attuale, le emissioni ufficiali e le linee di tendenza professionali elaborate dall'ente europeo e americano non contemplano al momento ipotesi del genere, basati oltretutto su un'unica onda di disturbo nel nostro emisfero, quella europea. Pertanto l'attendibilità per ora è decisamente bassa, ma non va scartata a priori. Aggiorniamoci!

 


Autore : Alessio Grosso

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