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Zonalità impazzita sul finire della prima decade?

Una forte accelerazione della corrente a getto occidentale, potrebbe interessare l'Europa nel corso di questa prima decade di gennaio: quali conseguenze sull'Italia? Sarà la soluzione definitiva?

In primo piano - 2 Gennaio 2015, ore 18.30

Gennaio 2015 esordisce con il termine abbastanza brusco dell'irruzione d'aria fredda di origine nord-est europea. Una ventilazione molto tesa occidentale, inizia a soffiare sui settori nord-europei, mentre un vasto anticiclone veicolante aria molto mite, prende possesso della penisola italiana, confinando più ad oriente l'influenza delle masse d'aria fredde provenienti dalle latitudini polari continentali.

Masse d'aria gelida di origine canadese e groenlandese verrebbero sospinte al di sopra dell'oceano Atlantico, laddove incontrandosi con le calde acque del mare, darebbero origine a violentissime depressioni da contrasto. La zona di influenza di queste depressioni resterebbe fermamente ancorata ai settori settentrionali dell'oceano Atlantico e l'Europa settentrionale con particolare riferimento alla penisola Scandinava e la Russia settentrionale.

Come in una sorta di braccio di ferro nel quale ambo i contendenti traggono giovamento l'uno dall'altro, l'impeto delle depressioni nord-atlantiche "figlie" primogenite del Vortice Polare, tenderebbero a richiamare verso di sè, masse d'aria più tiepide di origine subtropicale. Queste masse d'aria agevolerebbero la formazione di una vera e propria "cintura" anticiclonica la cui coriacea persistenza risulterebbe intimamente legata all'intensità dei vortici "lassù", nel Grande Nord.

Una situazione che alcuni importanti indici descrittivi come la NAO (North Atlantic Oscillation) identificano col segno "+", positivo e neanche di poco in questo caso. Il viraggio positivo dell'indice NAO, comunica la persistenza di intense figure depressionarie situate alle alte latitudini dell'oceano Atlantico, contrapposte ad altrettanto coriacee anomalie positive di geopotenziale poste alle medie latitudini oceaniche.

Dal canto suo la penisola italiana risulterebbe frequentemente interessata dall'espansione delle propaggini più orientali dell'anticiclone, in primis quello azzorriano, costantemente spronato a distendersi sui settori meridionali dell'Europa, "schiacciato" dalla violenza delle correnti occidentali che promettono tempesta su località come Irlanda, Scozia, Norvegia, Svezia, mare del Nord.

In virtù di questa circolazione, l'inverno europeo tornerebbe a mostrare il proprio volto più tiepido e mite, l'influenza delle masse d'aria gelida continentale, resterebbe relegato ai settori orientali dell'Europa e della Russia, senza avere alcuna possibilità di estendersi verso i territori più occidentali.

Ad essere sinceri, questa ipotesi non deve necessariamente essere presa come via a senso unico; stiamo infatti commentando una linea di tendenza rivolta su distanze abbastanza lunghe, la previsione potrà ancora essere aggiustata se non addirittura ritrattata. L'ipotesi ritrattamento non è da escludere a priori, è noto infatti come le previsioni deterministiche nelle situazioni di forte incertezza, optino spesso per la soluzione più probabile, cioè una distensione zonale sull'Europa ma i giochi a volte non sono così semplice come vogliono farci credere.

Staremo a vedere.


Autore : William Demasi

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