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ZICHICHI: "le tre pompe dell'anidride: quella dell'uomo è la meno importante e c'è una NOVITA'!"

Il Prof. Antonino Zichichi dalle pagine de "Il Giornale": "si bara sull'effetto serra antropico".

In primo piano - 15 Maggio 2010, ore 10.13

Il prof. Zichichi ribadisce ancora una volta quanto sia scarsa l'influenza dell'uomo sui cambiamenti climatici. Lo fa con un editoriale scientifico su "Il Giornale" che naturalmente ha fatto subito discutere. Zichichi esordisce subito con estrema chiarezza: "finora nessuno è riuscito a stabilire con rigore scientifico il legame tra attività umane e aumento della temperatura media dell’atmosfera (Global Warming)". Le uniche certezze sono le misure sulla concentrazione crescente della percentuale di anidride carbonica (CO2) e di altri gas a effetto serra (quale il metano) nell’atmosfera". Chi ha fatto salire le concentrazioni di gas serra? L’atmosfera assorbe ed espelle anidride carbonica. Ed ecco l'esempio delle 3 pompe: "Il meccanismo è azionato da tre pompe: l’oceano globale (superficie liquida della Terra che è due volte più vasta di quella solida), la Terra solida (piante e suolo) e l’uomo. Le tre pompe hanno potenze diverse. Le prime due sono molto più potenti di tutte le attività umane. Si calcola che l’oceano globale immette nell’atmosfera circa il 48% di CO2; il respiro del suolo ne immette il 24%; quello delle piante ancora il 24%. Le attività umane, inclusa la deforestazione, contribuisce al livello del 4%". Passiamo all’assorbimento. "L’oceano globale assorbe poco più del 50%. La fotosintesi ne assorbe poco meno del 50%. Nel bilancio tra immissione e assorbimento di CO2 rimane un «surplus» che corrisponde a circa tre miliardi di tonnellate di CO2". La novità arriva dalle calotte polari. Nessuno finora aveva pensato che potessero partecipare al bilancio dei gas-serra anche le calotte polari. "Trovare che sotto le calotte polari i batteri possano essere attivi a 40 gradi sotto zero è una assoluta novità". Due scienziati americani, Vladimir Romanosky dell’Università di Alaska e Nicolai Panikov dell’Istituto Tecnologico del New Jersey hanno scoperto che sotto le calotte è come se i batteri si mettessero a dormire, continuando però a produrre anidride carbonica e metano. Questa scoperta apre un fronte nuovo nella ricerca delle sorgenti naturali di gas-serra". Le zone permanentemente ghiacciate della superficie terrestre (un quinto del totale) erano considerate come efficientissimi pozzi per i gas a effetto serra. Se le scoperte di Panikov e Romanosky venissero confermate, questi pozzi diventerebbero potenti sorgenti, riducendo a livelli minimi l’effetto delle attività umane. Naturalmente sulla scoperta i media hanno in gran parte taciuto.


Autore : Riduzione di Alessio Grosso

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