Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Wyoming: importante studio su rapida formazione e scioglimento dei GHIACCIAI

Radiazione Solare, Albedo e Clima

In primo piano - 12 Settembre 2003, ore 07.51

Uno studio condotto dall’Università del Wyoming ha formulato un modello per spiegare il rapido scioglimento dei ghiacciai dopo una glaciazione. L’albedo, ovvero la capacità di una superficie di riflettere la radiazione solare, controlla la quantità complessiva di calore assorbito dalla superficie terrestre e quindi disponibile per riscaldare l’aria prossima alla superficie tramite radiazione infrarossa e flusso di calore. Inizialmente, per semplicità, si è assunto un modello di Terra priva di oceani e di nuvole. Se la superficie terrestre fosse ricoperta solo da vegetazione avremmo un albedo dello 0.22, ovvero il 78% della radiazione ad onda corta penetrando attraverso l’atmosfera si trasformerebbe in calore (a parte la radiazione ad onda lunga riflessa nello spazio e quella assorbita per l’evaporazione, assunte come costanti per questo esempio). Il ghiaccio e la superficie innevata hanno un albedo pari allo 0.8, ovvero solo il 20% della radiazione in arrivo può riscaldare l’aria vicina alla superficie mentre la restante radiazione viene riflessa. E' interessante osservare la relazione delle due rette del grafico con il punto di congelamento (o di fusione) nei punti A e B e quello che succede al variare dell'irraggiamento (per esempio con la nuvolosità o per variazioni della radiazione solare dovute a diversi fattori). Man mano che dalle regioni polari si scende di latitudine, l’intensità della radiazione solare che colpisce la superficie terrestre, al variare dell' angolo di incidenza, cresce, tuttavia, finchè la superficie resta ricoperta di ghiaccio, la temperatura sale molto lentamente, circa un quarto della velocità con cui, invece, aumenta una volta raggiunte le zone di vegetazione. Nella figura possiamo notare come, in corrispondenza ad un aumento di irraggiamento su di una superficie innevata, si abbia un modesto e lento aumento di temperatura dell’aria di superficie, finchè, raggiunta la temperatura di fusione intorno a 0°C, ed avvenuto lo scioglimento del ghiaccio (punto B) con conseguente esposizione della superficie sottostante (in questo caso vegetazione), si ha un repentino riscaldamento dell’aria fino a raggiungere velocemente le temperature che si sarebbero avute in assenza di innevamento e con lo stesso irraggiamento (punto C). Invece, in caso di superficie ricoperta da vegetazione e di una diminuzione di irraggiamento, si mantengono a lungo temperature tali da non permettere il raggiungimento del punto di congelamento, fino a quando la radiazione non sia scesa su valori decisamente bassi (punto A). Però, una volta ristabilito l’innevamento, si raggiungono facilmente i valori bassi di temperatura tipici per l’aria a contatto con superfici ghiacciate, e con quell’irraggiamento (punto D). In pratica i punti C e D rappresentano delle situazioni stabili, in cui difficilmente si avranno cambiamenti del tipo di superficie, almeno fino a quando non intervenga una escursione di irraggiamento tale da permetterne il passaggio, rispettivamente, ad A o B, ossia ad un salto di regime di temperature alternativo. (Escursione che potrebbe, per esempio, anche essere causata da polveri immesse nell’alta atmosfera da eruzioni vulcaniche, da impatti con asteroidi) Se i dati che si stanno raccogliendo confermeranno questo modello, potremmo finalmente avere una plausibile spiegazione della rapida crescita e poi della ancor più veloce scomparsa delle enormi distese di ghiaccio verificatesi, durante le fasi glaciali ed interglaciali del Pleistocene, proprio a latitudini con temperature medie vicine allo zero. E' proprio a queste latitudini intermedie (55° - 60°lat.) che la radiazione solare, variando stagionalmente, può incidere in modo determinante sulle temperature dell’aria a contatto con le diverse superfici. Il diagramma inoltre indica come un'era glaciale termini molto più velocemente di come possa iniziare (come in effetti è stato riscontrato in diverse ricerche), ovvero di come, una volta iniziato lo scioglimento, le temperature salgano decisamente accelerando la fusione dei ghiacciai adiacenti, mentre, in caso di inizio glaciazione, gli effetti dei nuovi innevamenti sulle temperature, sono minori e quindi più lenti a farsi sentire. Questi studi ci fanno intuire l'influenza che una crescente urbanizzazione, con i drastici cambiamenti di superficie apportati dall'uomo, può avere sulle temperature di sempre più estese zone di territorio, formando vere e proprie isole di calore capaci di influenzare il clima, se non altro a livello locale. Inoltre è interessante notare l'enorme differenza tra l’albedo del ghiaccio, con l’80% di radiazione riflessa, e quello degli oceani liberi da ghiaccio che, con un valore di appena il 6% e grazie alla ridistribuzione operata dalle correnti, si confermano come un vero e proprio sistema di termoregolazione per il nostro pianeta, ricoperto al 70% da acqua.

Autore : Massimiliano Santini (Marvel)

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 10.02: A14 Bologna-Ancona

coda

Code a tratti causa mostra nel tratto compreso tra Allacciamento A1 Milano-Napoli e Bologna Fiera..…

h 10.01: A11 Firenze-Pisa

coda rallentamento

Code a tratti causa traffico intenso nel tratto compreso tra Prato Ovest (Km. 16,8) e Allacciamento..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum