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Verso un inizio dicembre dinamico e spesso FREDDO?

La spinta della corrente a getto potrebbe non essere sufficiente per spazzare via la grande quantità di aria fredda che si sta accumulando sull'est del Continente.

In primo piano - 24 Novembre 2017, ore 08.56

Aldilà degli episodi perturbati in sé e del possibile precoce arrivo della neve alle basse quote (peraltro già osservata in pianura sull'Emilia), stupisce come nelle emissioni modellistiche si veda la regione polare protagonista del tempo europeo per diversi giorni.

In pratica il continuo afflusso di aria fredda verso il sud e l'est del Continente, finirebbe per accumulare una tale quantità di freddo, da frenare o almeno ridimensionare le velleità delle correnti zonali occidentali, in altre parole dell'aria mite atlantica.

In un simile contesto la reiterazione di frequenti affondi artici nel cuore dell'Europa centrale e marginalmente anche su quella mediterranea non è affatto utopistico.

Naturalmente prendete queste considerazioni con le pinze, perché ogni volta che in meteorologia si pensa attraverso un ragionamento razionale di avere la verità in tasca, si finisce invece per essere smentiti immediatamente dai modelli, che cancellano in un attimo tutto questo schema barico e puntano decisi sul revanchismo delle correnti da ovest, con tanti saluti per il freddo e l'inverno.

E' comunque un dato di fatto, che si nota ormai da diverse emissioni: l'alta pressione vorrebbe riprendere il comando delle operazioni ma risulta bloccata dal continuo afflusso di correnti artiche verso sud.

Tali correnti al momento, oltre al passaggio di mercoledì 29, peraltro ancora tutto da dettagliare, non sembrano però tali da determinare risposte perturbate continue nell'area mediterranea, quanto piuttosto condizioni di instabilità con passaggio di veloci impulsi instabili, associato a rovesci anche nevosi sino a quote collinari, in un contesto di freddo invernale moderato.

Le correnti da nord infatti sull'Italia giungono si fredde, ma schermate almeno in parte dall'arco alpino, mentre quelle da est trovano pochi ostacoli e producono il freddo più intenso con conseguenze nevose importanti anche in pianura su molte regioni.
 


Autore : Alessio Grosso

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