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Venerdì sera spazzolata temporalesca sulle Alpi ma non solo...

Coinvolti probabilmente a sorpresa e in modo irregolare anche alcuni settori padani. Qualche fenomeno violento non escluso sull'alta pianura veneta.

In primo piano - 23 Luglio 2009, ore 11.13

Quando l'atmosfera è carica di energia come in questo periodo di grande estate, basta poco affinchè quel naturale processo di riequilibrio delle forze che permette di riappianare i contrasti troppo accesi faccia scoppiare un putiferio. E proprio questi contrasti saranno difatti alla base dello sviluppo di un corpo nuvoloso di tipo frontale sull'Europa centrale, la cui coda spazzolerà le nostre regioni settentrionali tra il pomeriggio e la sera di venerdì. Insomma pare un po' una fotocopia sbiadita di quanto accaduto esattamente negli stessi giorni della scorsa settimana, quando molti si sono apprestati a partire per il weekend sotto cieli neri e minacciosi. Tutto prenderà il via da questo corpo nuvoloso figliato da un giro di vite delle correnti sud-occidentali che scorrono in seno ad una grande saccatura da tempo centrata nei pressi delle Isole Britanniche. La coda di questa perturbazione si porterà nel corso di venerdì a ridosso dell'arco alpino determinando un progressivo aumento di massa d'aria sui versanti esteri, mentre una specie di vuoto, identificabile con un piccolo ma insidioso minimo locale di pressione al suolo, si scaverà sottovento alle Alpi sulla val Padana. Nel frattempo il braccio di ferro tra la depressione atlantica e l'alta subtropicale, entrambe senza l'intenzione di arretrare di un solo chilometro dalle loro posizioni, metterà in moto sull'Europa centro-occidentale un grande fiume d'aria proiettato in direzione sud-ovest. Eccolo sopraggiungere venerdì in alta quota con il classico strappo della corrente a getto; la sua tipica biforcazione e la conseguente diffluenza atta ad aspirare aria dalle quote inferiori si collocherà proprio sui cieli delle nostre regioni settentrionali, dove l'aria nei bassi strati sappiamo com'è: molto calda e umida. Tra il pomeriggio e la sera di venerdì la massa d'aria calda giacente sui suoli della Valpadana, quella carica di notevole energia cinetica che scorrerà da sud-ovest a precedere il sistema frontale alle quote medie, e quella decisamente più fresca e asciutta subentrante da nord-ovest alle quote superiori, verranno a stretto contatto. Aggiungiamo anche una pennellata di aria secca in discesa dalla bassa stratosfera a seguire lo strappo del getto e a dare un ulteriore motivo di esaltazione a tutto il sistema nuvoloso che si andrà formando a cavallo delle Alpi, e la frittata è fatta. La festa inizierà nel pomeriggio lungo la linea di convergenza principale che ondulerà lungo la cresta alpina: nuclei temporaleschi inizieranno a svilupparsi su alto Piemonte, specie tra Ossola, Formazza, ma anche tra bassa valle d'Aosta, Canavese e Vercellese. Su quest'ultimo settore non si esclude la possibilità di qualche isolato e occasionale fenomeno violento. Nel frattempo rapido sarà lo sviluppo di ulteriori focolai temporaleschi su alta Valchiavenna, Lario settentrionale, alta Valtellina e Alto Adige. Essendo notevole lo shear alle quote medio-basse, essendo la circolazione propensa a moti verticali con notevole avvitamento, ed essendo lo sviluppo verticale dei cumulonembi favorevole al raggiungimento di quote piuttosto elevate, non si esclude la possibilità di assistere a qualche locale forte grandinata e, naturalmente, a violenti colpi di vento. In serata, mentre i fenomeni principali si concentreranno sull'Alto Adige, propagandosi frattanto anche verso il Friuli Venezia Giulia, le regioni di nord-ovest verranno rapidamente liberate dai venti di Foehn che seguiranno ma che contemporaneamente potranno causare il probabile sviluppo di una "linea di convergenza secca" sulla Lombardia. Ecco quindi una ulteriore veloce passata temporalesca in propagazione da nord a sud che andrà a coinvolgere anche Milanese, Bergamasco, Lodigiano e Pavese, con impatto finale contro il versante padano dell'Appennino Ligure. Nel frattempo, l'effetto domino partito da questi settori, si sposterà verso est dove andrà a rinvogorire la linea di convergenza già in azione sulla pianura veneta; su questo settore pertanto non escludiamo la possibilità di locali forti grandinate e anche di qualche occasionale episodio vorticoso. Il generale calo delle temperature e il sopraggiungere della notte segneranno la fine dei contrasti e il ritorno del sereno con tutta un'altra aria nei polmoni.

Autore : Luca Angelini

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