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Valle del RODANO: è crisi PROFONDA, l'aria fredda la snobba

Dove sono finiti gli ingressi franchi e stretti dell'aria fredda lungo il corridoio Rodano-Saona?

In primo piano - 6 Marzo 2009, ore 10.13

Ne abbiamo già parlato con diversi articoli esplicativi. Ancora una volta oggi è tornata prepotentemente d'attualità la crisi del Rodano. Non stiamo ovviamente parlando di una crisi economica ma solamente di una sorta di disamore delle correnti fredde per questa valle che, non riesce più, con la complicità dell'effetto Venturi, a far arrivare a stretto giro quel libeccio freddo che in passato riusciva ad imbiancare Firenze piuttosto che Genova portando un contributo invernale di tutto rispetto. La Toscana ne ha sofferto molto ma anche il Lazio perchè in una stagione invernale che ha conosciuto una eccezionale sequenza di nevicate su molte regioni, a tratti sino alle basse quota, sull'alto e medio Tirreno ancora una volta la neve ha latitato. Qualche fiocco è caduto pure a Napoli ma più a nord poco o nulla. Intanto dobbiamo premettere che basso Lazio e Campania ricevono anche dall'Adriatico, mentre il resto del versante tirrenico generalmente no, salvo rari casi. Inoltre basso Tirreno e Sardegna vengono raggiunte con relativa facilità anche dall'aria fredda che entra dalla porta di Carcassona, un giro largo che invece sulle altre regioni d'Italia depone per una risposta sciroccale nelle situazioni depressionarie. In altre parole nord e alto-medio Tirreno hanno bisogno come il pane dell'aria fredda del Rodano per assistere a rovesci di neve sino alle basse quote, altrimenti il tutto si riduce a nevicate da cuscino freddo dopo un'avvezione di aria gelida dalla porta della Bora, così come è avvenuto quest'inverno al nord. Una situazione che ovviamente non può essere valida anche per l'alto Tirreno se non per pochissime ore. Il problema è però un altro: l'aria fredda dal Rodano non ci vuole più entrare. Negli ultimi inverni questo ingresso è stato puntualmente snobbato e anche nel recente passato le rodanate si sono contate sulle dita di una mano. Cito solo qualche caso: Pasqua del 1998 con molta neve nelle Alpi e rovescio di neve sui quartieri ad ovest di Milano per Pasquetta. Pasqua 2008 23 marzo con rovesci di neve sino a quote collinari e localmente anche in Valpadana come nel caso di Bergamo. Pasqua 2004 con la neve scesa lungo il Tirreno sino a quote basse, episodio nevoso ad Ischia. 28 febbraio 2001, 27-28 dicembre 2005 on la neve a Firenze. Le cause restano ignote.

Autore : Alessio Grosso

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