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Urbino: giovedì 7 giugno alle 16.30 si inaugura la mostra per Padre Serpieri, interverrà anche Alessio Grosso

I registri di Alessandro Serpieri, padre della meteorologia italiana e tra i primi studiosi dei terremoti, tornano alla luce dopo 127 anni di mistero.

In primo piano - 6 Giugno 2012, ore 12.17

Verrà inaugurata giovedì 7 giugno ad Urbino, alla presenza del sindaco della città e di varie personalità scientifiche, la mostra dedicata al grande meteorologo Alessandro Serpieri. L'inizio è atteso per le ore 16.30. Sarà presente anche Alessio Grosso di MeteoLive.it, che presenterà il suo nuovo lavoro sulle nevicate, dedicando un ricordo particolare a quella eccezionale verificatasi proprio ad Urbino nel febbraio 2012. 

Alleghiamo il programma dell'inaugurazione, a cui siete chiamati ovviamente a presenziare. Ricordiamo che la mostra sarà aperta sino al 24 giugno. 

Note biografiche su A.Serpieri e ritrovamento dei registri:

Nato a San Giovanni in Marignano nel 1823 e chiamato a soli ventitré anni a insegnare Fisica al Collegio degli Scolopi (Giovanni Pascoli fu tra i suoi allievi) e all’Università di Urbino, il 1 maggio 1850 aveva fondato a sue spese l’Osservatorio Meteorologico Urbinate oggi a lui intitolato presso la Facoltà di Farmacia.

Dalla terrazza fatta erigere ad hoc sul tetto del collegio, Serpieri registrò ogni giorno, per trentatré anni, tutto ciò che accadeva nel cielo ducale.
Ma quei preziosi registri li portò con sé a Firenze nel 1884 quando dovette lasciare
Urbino a malincuore, come testimonia la sua lettera di commiato già plumbea di rimpianto: «Avrò sempre dinnanzi agli occhi, questi ampi sublimi orizzonti, questo limpido cielo, questo clima fecondo di ogni sorta di meteora».

Serpieri non resse il clima anticlericale postunitario e il 21 ottobre 1884 lasciò Urbino
per accettare l’incarico di rettore del collegio della Badia Fiesolana, dove morì sei mesi dopo. Qui si persero le tracce dei manoscritti.
A far ripartire le ricerche un anno fa è stato il ritrovamento da parte del professor Flavio Vetrano, Direttore del Dipartimento di Matematica, Fisica e Informatica dell’Ateneo, di un’altra missiva di commiato inviata da Serpieri il 13 ottobre 1884 al direttore dell’Osservatorio «Valerio» di Pesaro, nella quale affermava di portare i registri con sé.
Da questa notizia sono partite le tenaci investigazioni di Cesarino Balsamini, curatore del «Serpieri» e docente di Chimica Organica della Facoltà di Farmacia, del suo collega e storico della Scienza Roberto Mantovani e del tecnico Piero Paolucci, nipote e omologo di quel Goliardo che fu “osservatore” dal 1943 al 1989.

Presso la “Scuola Pia Fiorentina”, con biblioteca e archivio la mattina del 14
ottobre, è stato ritrovato il “tesoro”.
C’erano tutti, i trentaquattro registri, alcuni rilegati e altri in fogli, dal 1850 al 1883. Dodicimila giorni di annotazioni, stilate quattro volte al giorno, alle stesse ore: 9, 12, 15 e 21 rilevando pressione, temperatura, umidità e “tensione del vapore” , che dal 1885 non avevano più visto la luce.

Serpieri non era soltanto un osservatore del cielo scrupoloso e affidabile. Grazie al suo eclettismo e all’estesa cultura scientifica aggiungeva alle osservazioni metereologiche numerose note a carattere botanico e faunistico, come le fioriture stagionali o i passaggi degli uccelli migratori.

La Meteorologia nasceva allora, tanto che Serpieri già nel 1850 auspicava la creazione
di una Società Meteorologica Italiana che sarebbe nata soltanto nel 1881 a Torino.

Inoltre quello di Urbino è uno dei rarissimi osservatori che non ha dovuto subire
l’alterazione dei dati nel tempo a causa del mutare del contesto, come l’isola di calore creata dal progressivo allargarsi della città e dal conseguente riscaldamento
antropico.


Autore : Redazione di MeteoLive.it

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