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Uno squarcio perturbato nel cuore dell’estate, centro-sud attento!

Inizio settimana in compagnia del maltempo, specie al centro-sud e Romagna, a causa della persistenza di una vasta circolazione depressionaria in quota, accompagnata da rovesci intensi, temporali e possibili locali nubifragi.

In primo piano - 21 Luglio 2012, ore 10.17

 

 

 

 

 

 

 

La dinamica saccatura che interesserà gran parte del nostro paese in questo week-end appena iniziato, farà di tutto per garantire frescura e precipitazioni alla nostra calda e assetata penisola, ma il suo notevole affondo finirà per generare quello che in termini tecnici viene chiamato “cut-off”, ossia un taglio alla radice della curvatura ciclonica ed un contemporaneo isolamento dal flusso perturbato che l’ha generata.
In altre parole, mentre l’alta pressione si affretterà a chiudere la finestra spalancatasi in prossimità delle Alpi, quella che ha permesso l’ingresso franco della perturbazione, nel cuore del Mediterraneo quest’ultima si invorticherà in un’insidiosa spirale depressionaria, accompagnata da una circolazione fredda in quota, dinamica negli sviluppi, lenta nell’esaurimento.
Cosa può fare una goccia fredda in quota su un mare di caldo e di umidità come il Mediterraneo centrale e tutte le terre che quotidianamente bagna? Non è difficile immaginare il contrasto che vedrà da un lato le terre riarse, le pianure sature di umidità ed un mare che scoppia di calore, dopo un mese di temperature sopra la norma, con punte di 27-28°C sul basso Tirreno; dall’altro un mostro ciclonico in quota con temperature inferiori a -15°C già a 5000m.
Gli ingredienti ci sono tutti per confezionare autentici ordigni meteorici, fatti di temporali, rovesci di pioggia intensi, locali nubifragi, il tutto condito da forti raffiche di vento, possibili grandinate e magari anche qualche fenomeno vorticoso, come trombe marine e simili.
Uno scenario piuttosto preoccupante, ed anche abbastanza insolito vista la stagione ormai inoltrata, ma proprio per questo più soggetta agli sbalzi e ai contrasti.
Non si tratterà comunque, se non eccezionalmente, di fenomeni persistenti e diffusi, ma come spesso accade in questa stagione di fatti isolati e raramente ripetitivi, almeno per quanto riguarda gli eventi più intensi. Ad ogni modo saranno davvero poche le aree che resteranno completamente all’asciutto.
Difficile anche prevedere le zone più colpite, se non a livello di aree geografiche più o meno estese. Purtroppo molti di questi fenomeni intensi si esauriscono su aree di qualche decina di km e nelle forme più violente, appena qualche km. Si comprende quindi che la previsione va presa con un’elasticità tale da prendere coscienza del rischio e, nello stesso tempo, dall’intuire dove il fenomeno può prendere una piega preoccupante.    
Volendo classificare le aree più a rischio, sicuramente le regioni adriatiche, dalla Romagna alla Puglia, la Sardegna orientale e buona parte del sud nella giornata di lunedì 23; le regioni centrali tirreniche e a seguire il basso Tirreno nella giornata del 24.
Scendendo nel dettaglio ci saranno sicuramente zone più esposte, soprattutto dove i rilievi sono prossimi alla costa e quindi ai moti termo-convettivi si aggiungeranno componenti di blocco e i temporali potrebbero stazionare per ore; come ad esempio lungo parte del litorale adriatico, o del medio-basso Tirreno. Le zone interne vedranno comunque fenomeni più diffusi e persistenti, complice il trampolino naturale che i monti forniscono alle masse d’aria in ascesa.
Quando si esaurirà tutto questo? Sembra che già mercoledì si facciano strada segnali di miglioramento, soprattutto in termini di diffusione e frequenza dei fenomeni, che potrebbero snobbare le coste e parte delle regioni tirreniche, e comunque concentrandosi nelle ore pomeridiane e nelle zone interne. Un ulteriore deciso miglioramento è previsto poi per giovedì, quando i fenomeni si faranno decisamente sporadici e limitatati alle zone montuose del centro-sud.  

Autore : Giuseppe Tito

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