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Uno sguardo alle mosse dell'anticiclone sul lungo termine: confronto tra i modelli

Sembra proprio che il mese di ottobre (almeno nella sua prima parte), possa essere influenzato dalla presenza di un campo anticiclonico parzialmente arroccato sull'Europa occidentale. Questo anticiclone si dimostrerà di fondamentale importanza al fine di comprendere quale sarà l'effettiva evoluzione del tempo che attenderà l'Italia nei giorni a venire. Diamo un rapido sguardo alle principali corse dei modelli attualmente a disposizione.

In primo piano - 4 Ottobre 2013, ore 17.00

Continuano a giungere conferme riguardo il probabile rafforzamento di una zona anticiclonica sul Mediterraneo e poi sull'Europa entro la prossima settimana. La sua posizione infatti, non resterà a lungo adagiata alle basse latitudini europee e mediterranee, tendendo col passare dei giorni ad elevarsi verso nord sino a costituire un blocco pressochè totale alle correnti più instabili di matrice nord-atlantica. 

La posizione assunta dall'alta pressione sul lungo termine, appare tuttavia ancora difficile da inquadrare nel dettaglio. Passeremo in rassegna alle principali previsioni modellistiche relative alla giornata odierna, cercando di darvi un'idea più chiara su quale potrebbe essere il comportamento dell'anticiclone ( e di conseguenza delle masse d'aria più fresca che scorreranno sul suo fianco orientale) entro i prossimi 10 - 12 giorni. 
(clicca sulle mappe per ingrandirle e vedere i dettagli)

Modello GFS: secondo il modello americano, a seguito del passaggio perturbato atteso questo week-end, l'anticiclone sosterebbe sul bacino del Mediterraneo in uno stato di quiete, sino a mercoledì 9 ottobre. Superata tale data, una pulsazione dinamica dello stesso anticiclone, comporterebbe la migrazione dei massimi di pressione in posizione sbilanciata verso nord (Regno Unito) attivando per l'Europa orientale e l'Italia, una fase sinottica settentrionale caratterizzata da un quadro termico che potrebbe portarsi sino a valori sotto la media stagionale soprattutto sulle regioni del nord e del versante adriatico.

Modello ECMWF: questa evoluzione appare confermata anche dal modello inglese ECMWF, pressochè con le stesse tempistiche proposte dal modello americano. Ambo i modelli prevedono una evoluzione che rappresenterebbe il massimo dell'efficacia sotto il punto di vista del raffreddamento atmosferico, caratterizzata però da una evoluzione piuttosto scarsa a livello precipitativo.

Modello GEM: secondo il centro di calcolo canadese, il blocco anticiclonico potrebbe collocarsi in posizione leggermente più defilata sull'Europa occidentalee l'oceano. Così facendo l'aria fredda in arrivo da nord-est, sarebbe accompagnata da un calo più deciso della pressione al suolo e dei geopotenziali in quota, in grado di garantire oltre alla flessione termica, qualche annuvolamento e qualche precipitazione in più. 

Modello UKMO: complessivamente l'evoluzione prevista dal modello inglese, resta quella più possibilista per quanto riguarda un'evoluzione perturbata dell'affondo freddo sul Mediterraneo. Secondo quanto previsto da questo modello, sarebbe persino ipotizzabile l'arrivo dell'impulso freddo attraverso la Valle del Rodano, una soluzione che porterebbe sull'Italia meno freddo al suolo, a scapito di maggiori contrasti con nubi e precipitazioni. 


Autore : William Demasi

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